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FEDERCALCIO 2 Agosto Ago 2014 1728 02 agosto 2014

Carlo Tavecchio, l'Empoli ha ritirato l'appoggio

Ma Riva lo difende. Tommasi per Albertini.

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Il presidente dell'Empoli, Fabrizio Corsi.

Carlo Tavecchio continua a perdere consensi nella corsa alla presidenza della Federcalcio. Dopo Fiorentina, Sampdoria e Torino, anche l'Empoli ha ritirato il so appggio all'aspirante presidente della Figc, finito nell'occhio del ciclone per le frasi razziste sugli «stranieri mangia-banane».
«Ritengo sia giusto non appoggiare più la candidatura di Carlo Tavecchio a presidente federale», è scritto in una nota del presidente del club toscano, Fabrizio Corsi, apparsa sul sito ufficiale della squadra, «le sue note dichiarazioni si allontanano molto dai nostri principi etici, sportivi e non».
«Inoltre». ha aggiunto Corsi a pochi giorni dall'assemblea elettiva in in programma l'11 agosto, «le stesse dichiarazioni ci pongono in campo internazionale, in una posizione di criticità, che in questo momento non giova al calcio italiano».
TOMMASI CREDE ALLA RIMONTA. Il presidente dell'Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi, intanto, comincia a credere alla rimonta di Demetro Albertini. «Il nostro gruppo è rimasto compatto», ha detto, «anzi si sono aggiunti altri e la situazione è cambiata a nostro favore. Lo scenario è ora più favorevole a Demetrio». «C'è un'altra settimana di tempo per convincere e spiegare bene i punti e i programmi di Albertini», ha aggiunto Tommasi, «sarà una settimana particolare e noi siamo convinti che Albertini possa essere il presidente migliore. Il nostro l'abbiamo fatto, con noi sono i calciatori e gli allenatori e continuano ad aggiungersi altri».
RIVA DIFENDE TAVECCHIO. Chi ha provato a prendere le difese di Tavecchio è stato Gigi Riva, secondo cui l'attuale presidente della Lega nazionale dilettanti «non è razzista anzi, è un buono. Sta pagando con un linciaggio mediatico una frase infelice, che voleva essere una battuta».
E ancora: «Lo conosco molto bene, grazie ai miei 20 anni in federazione. È una persona per bene. L'ho anche chiamato per fargli sentire la mia vicinanza. Ho notato che i pronunciamenti in suo favore non escono o viene dato loro poco rilievo, non mi pare giusto, ognuno si faccia un esame di coscienza: se fosse analizzata in quella maniera frase per frase di ognuno di noi verrebbero fuori cose anche peggiori di una battuta infelice».

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