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SPORT & BUSINESS 2 Agosto Ago 2014 0915 02 agosto 2014

India, il calcio attrae gli investimenti dei club europei

Sempre più società scommettono sul progetto della super lega.

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Andrea Della Valle, presidente onorario della Fiorentina.

Il primo tentativo risale al 2012. Allora il progetto di creare una super lega calcistica, separata dal tradizionale campionato di Serie A, naufragò. Un primo rinvio, poi il secondo, poi il terzo, infine la cancellazione: strutture inadeguate e scarso interesse da parte del pubblico e delle istituzioni. Al governo del West Bengal interessava ben poco.
Due anni e mezzo più tardi l'India ci riprova. A supportare, e foraggiare, l'iniziativa ci sono i colossi Img, gigante della comunicazione e della produzione di programmi sportivi, e Reliance, la più grande compagnia privata del Paese, che hanno investito 20 milioni di dollari per i prossimi 10 anni.
Mentre in Europa i club seguono con sguardo interessato gli sviluppi del progetto e, in alcuni casi, vi partecipano attivamente. Investendo risorse milionarie nella speranza di vederle fruttare negli anni a venire.
TETTO INGAGGI DI 2,5 MILIONI. L'Indian Super League, che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo, visti i precedenti) prendere il via il 12 ottobre, prevede due mesi di partite e otto squadre coinvolte: Atlético de Kolkata, Bangalore Titans, Delhi Dynamos, Kerala Blasters, Mumbai City, North East United e Pune City. La formula è quella mutuata dalla Indian Premier League di cricket: ogni franchigia può tesserare al massimo sette stranieri e solo uno di questi, il cosiddetto marquee player, può sforare il tetto ingaggi, che dovrebbe aggirarsi sui 2,5 milioni di dollari.
LA FIORENTINA HA IL 15% DEL PUNE CITY. La vera novità rispetto al 2012 è rappresentata dall'ingresso in gioco di alcune importanti società europee. È il caso, per esempio, della Fiorentina: la famiglia Della Valle è entrata con il 15% nel Pune City, avviando una collaborazione tecnica e di marketing e facendo del club indiano, di proprietà della star di Bollywood Salman Khan, una sorta di colonia italiana.
Sulla panchina è stato chiamato Franco Colomba, ex tecnico del Napoli, che allenerà tra gli altri Bruno Cirillo, Emanuele Belardi e Davide Magliocchetti. Punta di diamante del Pune, David Trezeguet: l'ex attaccante della Juventus e della nazionale argentina è stato presentato sul sito della Fiorentina, come se fosse a tutti gli effetti un giocatore della Viola.

Anche Atletico Madrid e Feyenoord investono nella Super League

L'ex attaccante della Juventus David Trezeguet.

Le altre due società europee che hanno già ufficializzato i gemellaggi con le squadre indiane sono una spagnola e un'olandese.
L’Atletico Madrid (Spagna) ha acquistato il 25% del Kolkata, il club di Calcutta, a cui è pronto a inviare un proprio ex allenatore, con staff tecnico completo, mentre il Feyenoord s'è impegnato ad aiutare entro la metà di agosto il Delhi Dynamos a trovare il suo marquee player. Un nome di grido destinato a raggiungere, oltre a Trezeguet, i vari Robert Pires, che si è allenato con l’Arsenal per presentarsi al meglio nonostante i suoi 40 anni, Fredrik Ljungberg, suo storico compagno nei Gunners, Joan Capdevila, campione del Mondo con la Spagna, Luis Garcia, ex Liverpool, Mickael Silvestre e il portiere David James.
UN'OPERAZIONE DI MARKETING. Le ragioni della scelta di Fiorentina, Atletico Madrid e Feyenoord di sbarcare in India sono molteplici: c'è la volontà di sostenere lo sviluppo del calcio nel Paese, fornendo gli strumenti e le conoscenze tecniche europee e mettendole al servizio di un movimento non certo ferratissimo in questo ambito. Di allestire delle academy dove crescere i giovani talenti e, chissà, esportarli. Di organizzare amichevoli nel subcontinente. Ma soprattutto di avere un importante ritorno a livello di marketing. Le squadre indiane giocheranno con i colori sociali delle squadre europee: il Pune scenderà in campo con la casacca viola, il Kolkata in biancorosso.
131 MILIONI DI TELESPETTATORI. I ricavi del movimento sportivo indiano sono molto alti, ma dei 28 miliardi di dollari annuali la fetta che arriva dal calcio è davvero esigua.
Certo, gli appassionati non mancano ma per ora guardano soprattutto ai campionati esteri: nell’ultima stagione sono stati 131 milioni i telespettatori indiani che hanno assistito a partite di Premier League e Liga. Il più grande avvenimento sportivo legato al calcio in India risale alla partita d’addio di Oliver Kahn: in un’amichevole a Calcutta, nel 2008, 120 mila persone si precipitarono allo stadio a vedere il Bayern Monaco. Sepp Blatter, numero uno della Fifa, ha definito l’India come «il gigante dormiente del calcio».
Img e Reliance hanno fatto la loro scommessa. Nella speranza che la Super League, con i dovuti ambasciatori, dia la spinta decisiva al movimento nazionale. Fiorentina, Atletico Madrid e Feyenoord incrociano le dita.

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