Motori 2 Agosto Ago 2014 1029 02 agosto 2014

Si può guidare con le infradito?

Nel 1993, il Codice della Strada è stato modificato e il divieto – dapprima assoluto - di guidare con scarpe aperte, zoccoli, infradito o a piedi nudi è stato rimosso.

  • ...

oltre il 40% degli uomini e il 53% dell donne guidano indossando infradito Nel 1993, il Codice della Strada è stato modificato e il divieto – dapprima assoluto -  di guidare con scarpe aperte, zoccoli, infradito o a piedi nudi è stato rimosso. Quindi,  in sostanza, si può guidare con le infradito, con le scarpe aperte o a piedi nudi, ciabatte, zoccoli e tacchi: non vi è nulla che lo vieti; tuttavia il codice della strada lascia un margine di interpretazione per cui si ritiene opportuno continuare a preferire scarpe basse e comode per la guida, infatti,  l’articolo modificato è il 140, comma 1 che recita: «Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale» e l’art 169, comma 1 recita: «in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»; quindi, si può indossare qualsiasi tipo di calzatura purché ciò non impedisca la libertà di manovra o crei pericolo per la circolazione, altrimenti si incorre ugualmente in una multa da 80 € e decurtazione di un punto dalla patente. È importante tener presente questo aspetto, perché in caso di sinistro in cui intervengono le Forze dell’ordine non è escluso che il conducente che indossa infradito o scarpe aperte possa essere tacciato di comportamento rischioso e imprudente per aver utilizzato una calzatura inappropriata e inadeguata alla guida. Sebbene non sia dimostrabile come una scarpa possa influire sulle capacità di guida di un automobilista è pur vero che la guida a piedi scalzi o con infradito riduce l’ “energia” che si esercita sui pedali e può impedire di frenare per tempo (o provocare lo slittamento del piede sul pedale), così come un tacco alto è facile che si incastri impedendo la piena libertà di movimento, costituendo di fatto un pericolo per sé e per gli altri. Inoltre, è molto frequente che sia l’assicurazione stessa – in corso di perizia – a sostenere l’inadeguatezza della calzatura, soprattutto nel caso in cui il sinistro è causato da un conducente che indossa calzature “non chiuse alla caviglia” e che abbia conseguenze mortali. Il rischio per il conducente è quello di contribuire al risarcimento assicurativo per diverse migliaia di euro con accusa di: inadempienza, imprudenza, errore di valutazione, negligenza e imperizia pur conoscendone i rischi. Quindi, come in ogni cosa occorre esser prudenti e saggi: sebbene la legge non lo vieti esplicitamente, è bene indossare sempre calzature comode sia per gli spostamenti lunghi che per quelli brevi e optare per il “cambio delle scarpe”.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso