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SPORT 3 Agosto Ago 2014 1355 03 agosto 2014

Carlo Tavecchio, Demetrio Albertini: «Il palazzo continua a scricchiolare»

Ira dei senatori Azzurri Chiellini e De Rossi.

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Demetrio Albertini ci crede e anche tanto.
Dopo il passo indietro anche dell'Empoli, l'attuale vicepresidente della Figc comincia a pensare seriamente alla rimonta nella corsa alla presidenza federale.
«Il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce palla al centro», ha scritto il 3 agosto su Twitter l'avversario di Carlo Tavecchio.

Sempre sul social network l'ex centrocampista ha replicato al presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: «Io portinaio di Zamparini? Purtroppo per lui la Federazione non è una sua azienda. Lui conosce solo la gestione monocratica».

Il difensore della Juve Giorgio Chiellini contro Arjen Robben del Bayern Monaco.

Il n.1 rosanero dopo l'amichevole con l'Apollon Limassol, aveva detto che «tra Albertini e Tavecchio comunque sceglierei ancora Tavecchio, perché Albertini non lo prenderei neanche a fare il portinaio della mia azienda».
Alla querelle nata dopo la frase a sfondo razzista pronunciata da Carlo Tavecchio sui calciatori extracomunitari «mangiatori di banane», hanno partecipato anche due 'senatori' della Nazionale: Giorgio Chiellini e Daniele De Rossi.
«Appena ho letto le parole di Tavecchio sono rimasto sconcertato», ha tuonato il difensore della Juventus. «Ho telefonato la mattina a Tommasi (presidente dell'Associazione calciatori, ndr) e gli ho chiesto come è possibile che si vada verso questa elezione e che il calcio italiano non ponga rimedio».
AVANTI CON ALBERTINI. Giorgio Chiellini ha riaffermato la posizione dei calciatori: «Non c'è niente di personale nelle mie parole, ma credo che in questo momento ci sia solo una persona adeguata a quel ruolo, ovvero Demetrio Albertini. Magari ci sono dei punti nel suo programma che si scontrano con alcune società, ma bisogna scegliere giustamente per il bene del calcio italiano e non per interessi singoli. Con Tavecchio andrei con la stessa leggerezza in nazionale? La maglia azzurra è qualcosa di magnifico che va al di là di Tavecchio ma bisogna smetterla di fare certe figure con il mondo. Bisogna scegliere le persone giuste che abbiano il decoro per ricoprire certi ruoli. Visto che siamo ancora in tempo facciamo in modo che si faccia la scelta giusta».
IRA DI DE ROSSI. Molto dure anche le parole di Daniele De Rossi: «Non giudico la persona perché, come ha detto lui stesso, non è un razzista e sarà sicuramente così. Ma le parole che Tavecchio ha detto sono gravi».
In America, in Francia, in Inghilterra, «per cose così dopo un giorno ti fanno dimettere. In Italia, anche in ambienti più importanti della Figc, non si sono mai dimessi. Questo è un Paese che funziona così ed è un altro dato su cui riflettere. Adesso andiamo incontro a una stagione particolare perché se io litigo con un ragazzo di colore in campo e gli dico 'tu mangi le banane' sarà una gaffe e quindi guai a squalificarmi».
«SI SCAGLIANO CONTRO DI ME NEMMENO FOSSI UN ASSASSINO». Ma Tavecchio non ci sta a fare da catalizzatore della polemica. Dai microfoni di Rai Radio 1 il presidente della lega Dilettanti si scaglia contro i suoi avversari: «L'assassino di John Kennedy non ha subìto quello che ho subito in questo periodo. E pensare che proprio in questi giorni ricorre il trentennale del mio impegno in Africa, dove ho contribuito a far aprire un ospedale e dove ho adottato a distanza tre bambini».

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