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ELEZIONI 7 Agosto Ago 2014 2205 07 agosto 2014

Figc, Tavecchio: «Presto consigliere anti-razzismo»

Nove squadre di A contro lui e Albertini.

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Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio.

Rush finale della corsa alla presidenza della Figc. E come in ogni campagna elettorale che si rispetti, uno dei candidati lancia la sua proposta scottante per vincere la partita all’ultimo minuto . In questo caso è Carlo Tavecchio, numero uno della Lega dilettanti, a uscire con una idea shock a pochi giorni dalla votazione dell’11 agosto.
NUOVO CONSIGLIERE ANTI RAZZISMO. Ormai vinta la battaglia della Serie B, Tavecchio ha intenzione di proporre, anche per far cadere le accuse di razzismo sulla sua candidatura, di istituire un «consigliere federale per l'integrazione, delegato a combattere la discriminazione razziale». In un’intervista al Tg1 inoltre il numero uno della Lnd si augura che tale figura siaricoperta da un atleta «magari da un calciatore».
«MIGLIAIA DI NON ITALIANI GIOCANO GRAZIE A ME». Quanto alle accuse rivoltegli dopo la gaffe, Tavecchio ribadisce: «Ma non scherziamo: in tempi non sospetti ho fatto molto per l'integrazione. Grazie ai miei provvedimenti migliaia di giovani non italiani hanno potuto giocare tesserandosi per la Figc».
LA FRONDA DEI ‘CONTROTUTTI’. Eppure il risultato della votazione dell’11 agosto è tutt’altro che certo. Perché si espande ancora il fronte anti Tavecchio ma, novità degli ultimi giorni, i voti sottratti al presidente della Lnd non finiscono per forza allo sfidante, Demetrio Albertini.
Nove club di serie A (Juve, Roma, Torino, Samp, Sassuolo, Empoli, Cagliari, Cesena e Fiorentina) hanno firmato un documento nel quale dichiarano di non voler supportare né votare «nessuno dei due candidati alla presidenza Figc perchè per riformare il calcio italiano serve un largo consenso che ora non c'è. Tavecchio e Albertini ne prendano atto e si ritirino».
«IL CALCIO ITALIANO TROPPO FRAMMENTATO». Le nove società, è la motivazione indicata, «ritengono infatti che per varare le riforme necessarie e urgenti al rilancio del calcio italiano, già individuate dalla Lega Serie A, il candidato presidente debba ottenere un consenso molto largo, che allo stato nessuna delle due candidature raccoglie. Le società auspicano che la consapevolezza della mancanza dell'appoggio di larga parte della Lega Serie A possa indurre Tavecchio ed Albertini a prendere atto della situazione frammentaria e a ritirare la loro candidatura perché si possa aprire rapidamente un periodo di profonde riforme del calcio italiano, che dovrà auspicabilmente ritrovare unità e compattezza nel segno del rinnovamento».

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