Motori 8 Agosto Ago 2014 1029 08 agosto 2014

Come aprire un autolavaggio

L’Italia è il paese con il maggior numero di automobili in circolazione sul territorio e quasi tutti gli automobilisti dedicano alla cura e pulizia della propria vettura gran parte del tempo

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aprire un autolavaggio è profittevole ma richiede un investimento di partenza oneroso L’Italia è il paese con il maggior numero di automobili in circolazione sul territorio e quasi tutti gli automobilisti dedicano alla cura e pulizia della propria vettura gran parte del tempo: gli uomini si rivolgono agli autolavaggi, in media, 12 volte l’anno, mentre le donne 10 volte l’anno. Questi dati rendono il business dell’autolavaggio un vero e proprio affare per cui vale la pena capire se vale la pena investire in questo business. Tipologie di autolavaggio La prima cosa da valutare è la tipologia di autolavaggio da aprire.

  • Servito: prevede la presenza di dipendenti addetti alla pulizia dell’esterno e degli interni;
  • Self-service: non vi sono operatori, il cliente proprietario dell’auto pulisce da sé avendo a disposizione l’impianto di lavaggio, gli aspiratori per gli interni, le lucidatrici;
  • A domicilio: un addetto prende e riconsegna a domicilio l’auto;
  • Nei parcheggi (centri commerciali o parcheggi privati): mentre l’auto è parcheggiata, un operatore pulisce a mano la vettura, essendo in luogo chiuso e senza possibilità di scarico dell’acqua, occorre adoperare sistemi a vapore e detergenti non tossici ed ecologici.
Caratteristiche di un autolavaggio Un impianto di media grandezza con 3-4 postazioni auto necessita di una superficie compresa tra i 1200 e i 1500 m2 con spazi dedicati al lavaggio della carrozzeria, alla pulizia degli interni e dei tappeti, uno spiazzo aperto per il parcheggio ed eventuali pulizie accurate. Investimento e iter burocratico Per un impianto di autolavaggio servito o self-service occorre un investimento iniziale piuttosto grande compreso tra 120 e 160 mila euro (escluso l’acquisto o affitto del terreno) ai quali si aggiungono circa 50/60 mila euro per i costi di adeguamento e messa in funzione come le opere murarie, gli impianti e l’attrezzatura, i sistemi di depurazione e smaltimento delle acque reflue secondo le normative vigenti (D.L. 152/99). L’investimento per un autolavaggio a domicilio e nei parcheggi  è molto più contenuto, circa 16.000 € per l’acquisto di un furgoncino e un kit compatto ed efficiente. Per aprire un autolavaggio (servito o self service) occorre scegliere la posizione ottimale (preferibilmente nei pressi di un centro abitato o strada trafficata e distante 12-14 km da un altro autolavaggio); non occorre la licenza, ma:
  • Verificare la destinazione d’uso (info e documenti presso l’Ufficio Tecnico del Comune in cui sarà avviato l’impianto);
  • Autorizzazione allo scarico delle acque reflue nella fognatura pubblica (stesso –Ufficio di cui sopra);
  • Documentazione relativa all’impatto acustico e impatto ambientale (da far redigere a un perito tecnico abilitato e iscritto all’albo);
  • Iscrizione alla Camera di Commercio e apertura Partita IVA;
  • Certificato di inizio attività;
  • Comunicazione INPS e INAIL;
  • Permessi sulle norme di sicurezza;
  • In caso di società di persone, dichiarazione notarile di costituzione di società.
Per aprire un autolavaggio a domicilio o in parcheggio è sufficiente l’iscrizione alla camera di Commercio e l’apertura della Partita IVA. Per rendere l’investimento redditizio assicuratevi di essere concorrenziali. I prezzi oscillano tra i 7 e i 15 € per gli autolavaggi serviti, circa 2-3 € a vettura per i self-service (un gettone da 0,50 cent per attivare il singolo macchinario, l’utente medio utilizza dai 4 ai 6 gettoni per lavaggio).

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