Motori 10 Agosto Ago 2014 1110 10 agosto 2014

Come funzionano autobus ad impatto zero

Il trasporto pubblico si adatta alle nuove normative che prevedono l’abbandono progressivo dei carburanti classici. Sono molte le amministrazioni comunali che stanno avviando un piano di ristrutturazione della flotta. In molti casi come per esempio il comune di Rovigo si tratta di un cambiamento e la progressiva introduzione di mezzi euro 6 affiancata dall’introduzione di mezzi a carburanti non inquinanti quali elettricita o biogas.

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Autobus ad Oslo.....Biogas Il trasporto pubblico si adatta alle nuove normative che prevedono l’abbandono progressivo dei carburanti classici. Sono molte le amministrazioni comunali che stanno avviando un piano di ristrutturazione della flotta. In molti casi, come per esempio il comune di Rovigo, si tratta di un cambiamento con la progressiva introduzione di mezzi euro 6 affiancata dall’introduzione di mezzi a carburanti non inquinanti, quali elettricità o biogas. Anche l’amministrazione di Pordenone sta introducendo progressivamente mezzi a gas prodotti dalla Solaris, il primo lanciato in Italia dall'emergente azienda polacca. Il funzionamento dei mezzi pubblici ad inquinamento “zero” punterà in futuro verosimilmente sui mezzi elettrici, in particolar modo considerando la grande capacità di carico per le batterie. Inoltre, i mezzi pubblici possono avvalersi ampiamente dei sistemi stop and go. Altra prerogativa è che durante le soste di fine corsa possono allacciarsi alla rete per “rifornirsi” in attesa di ripartire. Le tecnologie sono già ampiamente e diffusamente disponibili e molte città del Nord Europa usano già da tempo mezzi ad inquinamento ridotto o “zero”. Questa nuova frontiera permetterà una notevole riduzione delle emissioni globali nel centri abitati ed una riduzione sostanziale dei costi relativi al carburante classico. La Norvegia, Oslo in particolare, ha da tempo avviato l’uso di carburanti prodotti da biomassa che prima venivano soltanto bruciati in atmosfera, ora vengono destinati alla alimentazione dei mezzi locali permettendo un notevole risparmio, oltre che ambientale anche economico. Basti pensare che Milano, con i suoi 1.300.000 abitanti, potrebbe produrre annualmente 10 milioni di litri di carburante, sufficienti a 300 autobus per 100.000 km ciascuno.

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