Gregorio Paltrinieri 140820203707
CAMPIONATI 22 Agosto Ago 2014 1820 22 agosto 2014

Europei di nuoto, Paltrinieri oro negli 800

Il modenese primo negli 800. Terzo Detti.

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Gregorio Paltrinieri.

A vedere il podio sembra una replica dei 1.500 metri. Gregorio Paltrinieri, Pál Jønsen, Gabriele Detti. I dominatori continentali del fondo in piscina sono loro. Paltrinieri ha chiuso in 7'44''98, facendo il suo personale bis d'oro agli Europei di nuoto di Berlino e strappando il record dei campionati dopo essere stato per oltre metà gara sotto i passaggi di quello europeo.
STESSO PODIO DEI 1.500. La gara c'è stata solo per il secondo posto, con Jønsen e Detti a ripetere la battaglia dei 1.500, con lo stesso identico risultato: argento per il faroese e bronzo per l'italiano.
Ma a suonare, ancora una volta, è stato l'inno di Mameli. Perfetta la gara di Paltrinieri, che è andato via da subito, staccando tutti i rivali, lanciando un chiaro segnale a chi pensava che sulla distanza più breve potesse non essere così imbattibile. Niente di più sbagliato, Detti e Jønsen non l'hanno seguito, sono andati avanti con il loro passo, sufficiente per il podio ma non per l'oro.
FALLITO L'ASSALTO AL RECORD EUROPEO. Senza avversari davanti, e con un grosso buco alle spalle, Paltrinieri è andato a caccia del primato continentale, registrando passaggi da record per i primi 600 metri. Poi ha ceduto leggermente nel finale, staccando comunque il miglior tempo mai registrato in una campionato europeo.
Un'autentica prova di forza e maturità per un ragazzo che deve ancora compiere 20 anni e si è già messo al collo quattro ori continentali (tre in vasca lunga, uno in corta) un bronzo e un argento mondiali (rispettivamente in vasca lunga e in vasca corta).
PELLEGRINI PRIMO TEMPO NELLE SEMIFINALI DEI 200 SL. Buone notizie anche dai 200 stile libero femminili, dove Federica Pellegrini ha riscattato una mattinata non eccellente realizzando il miglior tempo delle due semifinali. L'oro individuale, dopo la rimonta ai limiti dell'impossibile nella staffetta, è possibile. Senza Sarah Sjøstrom e con una Katinka Hosszu comprensibilmente spremuta dalle tante gare che ha deciso di disputare, Fede sembra tornata la grande favorita. E il suo regno non è ancora terminato.

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