Motori 25 Agosto Ago 2014 1849 25 agosto 2014

Si può guidare con il gesso

Dal punto di vista squisitamente normativo, il codice della strada italiano non impedisce esplicitamente la guida con un arto (gamba o braccio) ingessato. In linea teorica, quindi, si può guidare con il gesso.

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Il portiere della Nazionale Spagnola, Casillas è stato colto dai fotografi alla guida con il braccio ingessato Dal punto di vista squisitamente normativo, il codice della strada italiano non impedisce esplicitamente la guida con un arto (gamba o braccio) ingessato. In linea teorica, quindi, si può guidare con il gesso. Ovviamente, molto dipende dallo stato clinico dell’automobilista, dal giudizio del medico, dalle clausole assicurative in materia e dall’interpretazione del codice da parte dell’autorità in sede di controlli di routine. L’art 140, comma 2 recita: «Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile». Il comune buon senso induce a pensare che un arto ingessato riduce la libertà di movimento e in caso di normale controllo, l’agente potrebbe, appunto, richiamare il codice e rilevare una contravvenzione in quanto il conducente con l’arto ingessato può «non essere in grado di compiere tutte le manovre in condizione di sicurezza», o addirittura assimilare l’infrazione al reato di guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti con conseguenze ben più gravi. Certo c’è differenza tra un dito ingessato e la caviglia ingessata. All’automobilista viene in aiuto la tecnologia e l’elettronica delle autovetture, grazie al servosterzo che riduce gli sforzi in manovra, il cambio automatico e altri accorgimenti tecnici che possono favorire la guida anche in condizioni di parziale limitazione della mobilità, ma questo non serve come “attenuante” in caso di sinistro stradale.

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