Motori 26 Agosto Ago 2014 0900 26 agosto 2014

Parola d'ordine: personalizzazione

Da Ford Fiesta a Opel Adam, l'evoluzione delle auto da assemblare in base ai propri gusti.

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Dare la possibilità ai clienti di personalizzare la propria auto è una priorità per molte aziende automobilistiche tra cui Fiat con il modello 500. Parola d’ordine: distinzione. Si può sintetizzare in questo modo la tendenza degli automobilisti, molto in voga negli ultimi tempi, ad acquistare auto che si prestano a essere personalizzate con optional e  accessori previsti dalle case produttrici. L’intento è avere nel proprio garage un modello automobilistico che esprima la personalità e lo stile di chi la guida senza correre il rischio di vedere un doppione, magari nel giardino del vicino di casa. TUTTO HA INIZIO CON FORD FIESTA Di fatto la possibilità di avere un’auto unica nel suo genere è nata di pari passo con la creazione delle prime automobili, considerata l’artigianalità e di conseguenza la naturale diversità. L’omologazione ha preso piede con la catena di montaggio che ha iniziato a sfornare veicoli a quattro ruote identici tra loro. Venti di novità sono arrivati con la produzione della prima serie di Ford Fiesta, lanciata nel 1976, poiché si può scegliere tra la versione L (di base), Ghia (di lusso) e S (sportiva). La versione base si caratterizza per i paraurti neri anziché cromati, la Ghia ha un profilo laterale lucido, cerchi in lega e cornici cromate ai finestrini. Gli interni, invece, sono più curati sulle Ghia, più sportivi sulle S, intermedi per le L e piuttosto spartani sulle versioni base. Dettagli, certo, ma fanno la differenza. LA SVOLTA DELLA MINI La svolta nel campo della personalizzazione auto, in tempi recenti, avviene con la generazione di Mini messe in produzione dal 2001 al 2007, dopo l’acquisizione del marchio da parte di Bmw. Questa prima serie è caratterizzata dal motore 1.6 Phentagon Chrysler-Rover dotato di iniezione elettronica e sedici valvole, con potenza di 90 cavalli (per la versione One), 115 cavalli (per la Cooper) e 163 cavalli per la sportiva Cooper S, con varie optional da richiedere alla casa produttrice. Da questo momento in poi accessori e dettagli decorativi sono cresciuti di anno in anno. FIAT 500, LA REPLICA ITALIANA A casa nostra Fiat con il modello della nuova 500, che arriva nel 2007, ha messo in campo una strategia simile a quella di Bmw per Mini, ovvero personalizzare il più possibile. E i vertici del lingotto ingaggiano lo stesso disegnatore per il restyling Mini: Frank Stephenson Santos, così diventano decine le combinazioni di colori, di carrozzeria, di bande adesive e di bandiere da richiedere, inclusa la possibilità di avere la macchinetta Lavazza per fare un caffè espresso in auto. CITROËN, EXTRA PERSONALIZZAZIONE I cugini francesi non sono da meno e piazzano sul mercato la DS3, dalle forme compatte, tondeggianti, con la fiancata caratterizzata dalla pinna in corrispondenza del montante centrale e dai cerchi in lega in varie misure. Altro particolare di rilievo il tetto, verniciato in tinta differenziata (per fronteggiare le proposte Mini) e personalizzabile, come quasi tutto il resto dell'auto. Infatti, la DS3 conta su una lunga lista di particolari che il cliente può scegliere a suo piacimento in fase di acquisto. Per esempio, 38 sono i colori disponibili, così come si possono richiedere le tonalità cromatica del tetto e i kit di disegni adesivi da applicare su di esso, il colore delle calotte degli specchietti, le chiavi di accensione, e così via. OPEL ADAM, L’ULTIMA SFIDA. «Tu sei unico e Adam è come te» recita lo spot della citycar prodotta dalla casa tedesca a partire dal 2012, che punta tutto sui gusti personali degli automobilisti. In effetti, per gli esterni sono disponibile in 61mila combinazioni, mentre per gli interni si contano oltre 82 mila personalizzazioni. Rasenta l’impossibile trovare su strada un modello uguale al proprio. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ]

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