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FOCUS 10 Settembre Set 2014 1222 10 settembre 2014

Montezemolo, 23 anni alla Ferrari

L'inizio, l'ascesa e il declino insieme alla Rossa.

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Montezemolo esulta insieme a Michael Schumacher e Jean Todt.

Dopo 23 anni di guida della Rossa di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo ha lasciato la presidenza.
Grazie a lui la Ferrari si è rilanciata dal punto di vista industriale ed economico e il suo marchio è diventato il più influente e ammirato del pianeta, secondo la classifica di Brand finance. Numeri da record anche per quanto riguarda le vittorie in Formula 1: dal 1991 a oggi la Rossa ha collezionato 118 Gran Premi, sei Campionati mondiali piloti e otto costruttori.
L'INIZIO CON ENZO FERRARI. La prima esperienza di Montezemolo a Maranello risale al 1973, quando diventò assistente di Enzo Ferrari e responsabile della squadra corse: in tre anni la Rossa conquistò tre Campionati mondiali costruttori e due piloti. Era l'epoca ruggente del mito di Niki Lauda, dell'incidente del Nurburgring, avvenuto nel 1976, e dell'indimenticabile rivalità con James Hunt, narrata nel recente nel film Rush (2013) di Ron Howard.
LA PRESIDENZA E L'ARRIVO DI JEAN TODT. Nel 1991, dopo le esperienze in Fiat e l'organizzazione della Coppa del mondo Italia '90, Montezemolo ritornò a Maranello in qualità di presidente e amministratore delegato. Erano anni molto difficili per la scuderia e per l'azienda: la Ferrari veniva puntualmente superata da Williams e McLaren lottando a malapena per il podio, mentre a Maranello le auto invendute restavano ferme sui piazzali della fabbrica.
Montezemolo sostituì per intero la squadra corse, mettendo insieme un team di tecnici dalle idee innovative e dalla mentalità vincente: Jean Todt, rimasto fino al 2009, Ross Brawn e Rory Byrne.
SCHUMACHER E I 5 MONDIALI VINTI IN FORMULA 1. L'arrivo di Michael Schumacher, avvenuto nel 1996, fu determinante per rilanciare il mito della Ferrari nel mondo. Il fuoriclasse tedesco nel 2000 riuscì ad aggiudicarsi il titolo piloti, che mancava addirittura dal 1979, anno della vittoria di Jody Scheckter. Questo risultato era solo l'inizio di un'era di trionfi: Schumi vinse cinque mondiali consecutivi, dal 2000 al 2005, conquistando con la Rossa 72 vittorie e 116 podi e diventando il pilota più titolato della Formula 1.
BOOM DI VENDITE NEL MONDO. Grazie a Montezemolo il mito del Cavallino era ritornato sul tetto del mondo, e non solo in pista. A Maranello vennero investiti milioni di euro per l'ammodernamento della linea produttiva e per la costruzione di nuove infrastrutture del reparto corse. In poco tempo le vendite balzarono alle stelle, superando di gran lunga le previsioni. L'anno record è stato il 2008 grazie allo sbarco nei mercati di Paesi emergenti come l'Asia o il Medio Oriente. Nel 2010 a Abu Dhabi venne costruito il Ferrari world, il più grande parco di divertimenti indoor con attrazioni ispirate alla mitica Rossa.
IL RITIRO DI SCHUMI E IL DECLINO. A partire dal primo ritiro di Schumacher, la Ferrari vinse solo due titoli costruttori. Cause di questo regresso, diversi errori del team e anche un po' di sfortuna, come il mondiale perso da Kimi Raikkonen dopo aver tagliato il traguardo da iridato nel 2008 a Suzuka, ha vinto solo due titoli costruttori.
Il trend negativo è continuato nonostante l'arrivo di Fernando Alonso: il 2014, quello che doveva essere l'anno della rivalsa, si sta rivelando il peggiore dell'ultimo ventennio.
Il team principal Stefano Domenicali, travolto dai risultati negativi, ha lasciato solo pochi mesi prima dell'addio di Montezemolo, sostituito da Marco Mattiacci, esperto manager in ambito aziendale ma con poca esperienza sulla pit lane.
Anche sul piano delle vendite la società è in calo: nel 2013, l'azienda aveva annunciato, per la prima volta dopo molti anni, una riduzione della produzione di auto «per salvaguardare l'esclusività del marchio».

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