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ANNUNCIO 12 Settembre Set 2014 1830 12 settembre 2014

Tavecchio: «In tre anni serie A a 18 squadre»

Il presidente Figc illustra i piani per la riforma dei campionati.

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Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio.

L'inizio della «nuova governance federale». Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha esordito così al termine del suo secondo consiglio, in cui è stata ufficializzata la nomina a direttore generale di Michele Uva al posto di Antonello Valentini. «È stato un ottimo direttore generale della Coni servizi», ha riconosciuto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, congedando Uva e annunciando che «non sarà sostituito nel suo ruolo all'interno della società sino al termine del mandato degli amministratori di Coni servizi in quanto le sue funzioni saranno assunte dall'amministratore delegato». L'ex dg della Coni servizi sarà operativo da lunedì 15 settembre. Lo attende parecchio lavoro in una federazione che si vuole rilanciare dopo il flop mondiale.
LOTITO ANCORA PROTAGONISTA. «Apriamo una nuova stagione delle riforme» - ha spiegato infatti Tavecchio - «della modernizzazione della federazione e dell'organizzazione federale con criteri moderni e sburocratizzati». Ma il ruolo da protagonista toccherà a Claudio Lotito, consigliere «delegato alla partita», per dirla alla Tavecchio. È proprio il patron della Lazio a presentare la bozza distribuita alle componenti che ora la discuteranno «per arrivare al più presto possibile a nuova riunione in cui si formalizzeranno le riforme che si possono fare subito e quelle che devono essere sottoposte al vaglio dei limiti statutari e delle Noif».
RIFORMA DEI CAMPIONATI IN TRE ANNI. La riforma dei campionati, «la madre di tutte le battaglie, per ridistribuire meglio le risorse», secondo il presidente federale, dovrebbe entrare in vigore «nell'arco del triennio». Poi c'è la riduzione delle rose a 25 giocatori (di cui quattro cresciuti nel vivaio del club e quattro nel vivaio nazionale). «Consentirà l'autosussistenza economica del sistema» - ha spiegato il numero uno laziale - «vogliamo evitare campionati all'insegna della precarietà. In Germania ci sono solo 54 club professionistici. Fermo restando gli accordi tra le componenti, l'intenzione è di portare la Serie A a 18, a 18-20 la B e scendere il più possibile in Lega Pro».
I PALETTI DELLA LEGA PRO. Mario Macalli, che in Lega Pro è già sceso a 60 squadre, però ha fissato i suoi paletti: «La mia riforma è appena partita» - ha rilevato- «posso andare da un presidente domani mattina e dirgli che 24 le mandiamo via? Se stiamo scherzando va bene, d'accordo nel rivedere il format nei tempi previsti, ma essere compatti non vuol dire condividere al 100% le cose». La riduzione delle rose, invece, entrerà in vigore «dal prossimo campionato, accompagnandola gradualmente» - ha assicurato Lotito- «ma già le squadre che partecipano alle competizioni europee hanno questa rosa per attenersi alle licenze Uefa. In due tre anni le società dovranno conseguire questo risultato. Per un contenimento dei costi e la valorizzazione dei calciatori italiani che crescono nei vivai».

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