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CAMPIONATO 14 Settembre Set 2014 2243 14 settembre 2014

Serie A, Parma-Milan 4-5

Nove gol e due espulsioni. Spettacolo al Tardini.

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I giocatori del Milan festeggiano il primo gol contro il Parma. A segnarlo Giacomo Bonaventura.

Uno spettacolo incredibile. Difese inguardabili, attacchi formidabili, capolavori da fuoriclasse ed errori da dilettanti. Il 5-4 con cui il Milan ha battuto il Parma al Tardini è stato tutto questo: meraviglie e orrori concentrati in 90 minuti (più sei lunghissimi di recupero). Una gara che il Milan ha dominato per lunghi tratti, mostrando lo stesso calcio divertente e veloce, sempre con la palla a terra e in verticale, già fatto vedere contro la Lazio nella prima giornata. Trascinato da un Menez inarrestabile, da un Honda sempre più convincente, da un Bonaventura già in grado di far la differenza alla prima in rossonero.
ALTALENA D'EMOZIONI. Ma i rossoneri hanno anche dimostrato di essere straordinariamente capaci di complicarsi la vita.
È stato un continuo susseguirsi di emozioni. Il vantaggio di Bonaventura, il pareggio immediato di Cassano. Poi il primo allungo del Milan con Honda e Menez su rigore, per il 3-1 con cui si è chiuso il primo tempo. La rete di Felipe a riaprire la gara, quella di De Jong e Lucarelli, poi il capolavoro di Menez per chiuderla, l'autogol di De Sciglio e l'infortunio di Diego Lopez a ridare speranza al parma e senso al finale.
Inzaghi perde il suo asso prima della gara ma cala il Jack. Fernando Torres, infortunato durante la rifinitura con una distorsione alla caviglia, ha dovuto rinviare l'esordio. In campo, dal primo minuto, c'è andato invece Giacomo Bonaventura e si è visto e sentito da subito. Prima un colpo di testa da centravanti consumato a lato di poco, poi la rete dell'1-0 con una giocata da campione, dal centro verso sinistra per poi incrociare col mancino sul palo più lontano.
CASSANO, GOL DELL'EX TRA I CORI DEI MILANISTI. Solo la prima perla da infilare nella collana della partita. Il Parma non si è demotivato e ha trovato subito il pareggio con Antonio Cassano, che pur giocando in casa ha dovuto sopportare i cori non proprio affettuosi dei suoi ex tifosi milanisti, che non gli hanno mai perdonato il passaggio all'Inter con tanto di dichiarazione d'amore. La cosa buffa è che FantAntonio, famoso per i suoi piedi deliziosi, ha scelto la testa per siglare il più classico dei gol dell'ex. Un chiaro segnale di una partita pazza, dove niente è stato normale.
A partire dalla prestazione di Jeremy Menez, ben sopra la media. Sarà stata la erre moscia di Parma che l'ha fatto sentire un po' in Francia, ma l'ex Paris Saint Germain ha dimostrato ancora una volta di essersi lasciato alle spalle le bizze di Roma e le tante panchine a Parigi. Dopo il 2-1 di Keisuke Honda, ancora una volta di testa, il transalpino è salito in cattedra. Fuga in contropiede, spinta di Alessandro Lucarelli e calcio di rigore trasformato con freddezza per chiudere il primo tempo.
SECONDO TEMPO DI PURA FOLLIA. Partita chiusa? Per niente, perché da un destro sporco di Jorquera in avvio di ripresa è arrivato il 2-3 di Felipe. Il Parma ha ricominciato a crederci, anche grazie al secondo cartellino giallo sventolato da Massa sotto il naso di Daniele Bonera.
Milan in 10 ma ancora in gol con un destro chirurgico di Nigel De Jong a concludere l'ennesimo contropiede micidiale. Quindi la risposta del Parma con il colpo di testa di Alessandro Lucarelli e il secondo (inesistente) cartellino giallo per Felipe a ristabilire la parità numerica. Emozioni che hanno fatto da preludio al piatto forte della serata.
A servirlo, ancora una volta, è stato Jeremy Menez. Sfruttando un retropassaggio suicida di Ristovski, il francese ha rubato palla, aggirato Mirante e quando ormai non c'era più lo spazio per girarsi e calciare, spalle alla porta, ha concluso con un colpo di tacco che si è infilato sotto la traversa.
Partita in ghiaccio o quasi, perché a riaprirla ci hanno pensato Diego Lopez e lo stiramento al polpaccio che gli ha impedito di raggiungere il semplice retropassaggio di Mattia De Sciglio, suo malgrado autore di un'autorete. Sei minuti di recupero, però, non sono bastati al Parma. Per il Milan è la seconda vittoria consecutiva e la sensazione che, sistemando un po' la difesa, si può davvero tornare grandi.

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