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CALCIO 18 Settembre Set 2014 2135 18 settembre 2014

Europa League, Dnipro-Inter 0-1

I nerazzurri vincono in Ucraina all'esordio. Pareggio del Torino in Belgio. Ok Napoli e Fiorentina.

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D'Ambrosio festeggiato dai giocatori dell'Inter dopo il gol decisivo contro il Dnipro.

Buona la prima per l'Inter in Europa League. I nerazzurri hanno battuto gli ucraini del Dnipro 1-0 a Kiev nel primo turno della fase a gironi (gruppo F) grazie a un gol di D'Ambrosio.
Mazzarri ha optato per un ampio turnover pensando al calendario ricco di lunghe trasferte e memore dello sgambetto che il Dnipro gli aveva rifilato ai tempi del Napoli.
MEDIANA FISICA. Centrocampo fisico con M'Vila e Kuzmanovic dall'inizio (Kovacic costretto a sedersi in tribuna per un problema al polpaccio) e un solo attaccante di ruolo, Icardi.
A supportare l'argentino nella fase offensiva, Guarin con la fascia da capitano.
La scelta del tecnico è però ricaduta sulla qualità del gioco espresso dalla formazione nerazzurra: mai pericolosa per più di metà gara.
PRIMO TEMPO SCIALBO. Gli ucraini, poi, sono formazione compatta e aggressiva, tanto che il primo tempo è stato avaro di emozioni e i due portieri non sono mai stati chiamati in causa.
Solo nel recupero l'Inter ha reclamato per un rigore su fallo di mano in area di Mazuch, non segnalato dall'arbitro. Nella ripresa, comunque, i nerazzurri si sono svegliati dal torpore e hanno obbligato Boyko al doppio grande intervento: D'Ambrosio è entrato nell'area avversaria provando il tiro da distanza ravvicinata, l'estremo difensore del Dnipro gli ha negato il gol respingendo sui piedi di Icardi che ha calciato a botta sicura, ma un secondo intervento del portiere ha mantenuto il risultato sullo 0-0.
SUPERIORITÀ NUMERICA E GOL. La clamorosa occasione è stata comunque preludio alla rete del vantaggio. Dopo l'espulsione del capitano del Dnipro, Rotan, per doppia ammonizione, ecco la gioia nerazzurra: ottimo dribbling dell'ex granata che di punta ha anticipato la difesa padrone di casa e siglato un grande gol.
L'Inter è tornata a casa col bottino pieno, ma senza una prestazione entusiasmante.

Il belga Gillet salva il Toro contro i belgi

Il portiere belga Gillet saluta i tifosi del Torino andati in trasferta a Bruges. Sullo sfondo Amauri.

Il Torino ha ottenuto un buon pari sul campo del Bruges (gruppo B), anche se è stata l'unica squadra italiana a non vincere (successi per Fiorentina e Napoli).
Se in attacco il piatto piange ancora, con Quagliarella e Amauri lontani dall'intesa, il tecnico granata Ventura può essere soddisfatto dell'autorevolezza di Jansson, centrale difensivo impeccabile, e della gran serata di Gillet, oltre che dei progressi di Sanchez Mino.
FORMA RIMASTA INTATTA. Il portiere belga, al ritorno della lunga squalifica, ha sfoderato grande sicurezza, quasi non si fosse mai fermato, salvando almeno due volte la porta del Toro.
Decisiva la respinta nei minuti finali sul colpo di testa di Storm, smarcato in area da Meunier.
Altrettanto reattivo nel primo tempo, quando ha messo una pezza su qualche svarione di troppo di centrocampisti e difensori: ottima, in particolare, la parata su Duarte, prima vera palla-gol del Bruges.
TORO ANCORA DA COSTRUIRE. Errori di ingenuità e inesperienza che Ventura dovrà correggere mentre lavora per dare un assetto a un Torino ancora in buona parte da costruire.
Il Toro ha tentato di tornare al gol, ma il suo gioco è rimasto troppo lontano dall'area del Bruges. Così i padroni di casa, alla prima disattenzione di Maksimovic hanno preso coraggio.
Gillet, l'onnipresente Gazzi e Jansson sono però riusciti a non fare perdere la bussola alla squadra, troppo nuova per potere imporre la sua personalità.
PER MARTINEZ L'OCCASIONE D'ORO. Ventura ha provato a vincere la partita inserendo prima El Kaddouri al posto di Benassi poi il guizzante Martinez per uno spento Quagliarella. Il venezuelano ha avuto sui piedi, a fine partita, la palla della vittoria, ma il suo tiro è stato stoppato da Duarte.

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