Motori 30 Settembre Set 2014 1155 30 settembre 2014

Coupè cabrio: 80 anni portati bene

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Il mitico tettuccio retrattile per auto sportive compie ottant'anni, decisamente portati bene. Questa tecnologia presentata al mondo la prima volta durante il Salone di Parigi nel 1934, non senza destare scetticismo tra gli operatori del settore, nel corso degli anni non solo ha conquistato il cuore degli automobilisti, ma è stata accolta a braccia aperte delle varie case di automobili che l'hanno migliorata a livello meccanico e resa più fascinosa nel design. L’INTUIZIONE Georges Paulin l'inventore parigino del tetto ripiegabile per auto, non apparteneva al settore dell'automotive quanto a quello medico. Infatti, di professione faceva il dentista, mentre nel tempo libero assecondava la sua passione da disegnatore, che l'ha portato a progettare nel 1932 il primo tetto rigido a scomparsa, realizzandone anche un prototipo sul telaio della Citroën AC4, autovettura di fascia medio-alta. IL BREVETTO Il brevetto del dottor Paulin, denominato éclipsable, due anni più tardi è stato applicato ai modelli di Lancia Belna e alle Peugeot 301, 401 e 601, grazie alla curiosità di Marcel Pourtout, carrozziere che in Francia non si è lasciato sfuggire questo sistema in grado di ripiegare il tetto all'interno del bagagliaio tramite dei leveraggi basculanti. Così per le vie parigine si iniziavano a veder circolare le prime auto trasformabili che arrivavano a un costo di  35mila franchi per quanto riguarda le 401 e 40mila franchi per le 601. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] VALORE AGGIUNTO A Peugeot va la lungimiranza di aver lanciato sul mercato la progenitrice delle attuali auto coupé-cabrio moderne, cioè con tetto rigido scomponibile e ripiegabile. Il debutto c’è stato nel 1935 con la 402, auto di lusso proposta con diverse varianti di carrozzeria, che poteva trasformarsi in cabriolet spingendo un semplice bottone. Di fatto il meccanismo richiedeva interventi di manutenzione continua per questo l’anno successivo è stato sostituito con un azionamento manuale. EVOLUZIONI PEUGEOT Nonostante siano trascorsi ottant’anni l’auto coupé-cabrio non passa di moda, anzi questo tipo di capote è applicato ad auto per tutte le tasche. Si va a piccole utilitarie, come ad esempio la compatta Peugeot 207 CC con tetto ritrattile in venti secondi, a modelli del segmento C quale la Peugeot 308 CC con tetto rigido a scomparsa, il cui processo di apertura può essere seguito mediante un’animazione del display a colori. Tuttavia il vero boom si è registrato con alla fine degli anni 2000 con la Peugeot 206 CC, una small car dal tetto in metallo ripiegabile elettricamente all'interno di un apposito vano ricavato nel portabagagli: la 206 CC poteva trasformarsi da coupé a cabriolet e viceversa nel giro di una manciata di secondi. GLI ALTRI BRAND La formula del tettuccio metallico in versione convertibile è stata adottata anche da costruttori di lusso come Mercedes-Benz. Il marchio tedesco nel 1996 ha presentato il modello sportivo della Slk, una due posti con tetto scomponibile e retrattile. Al lancio sul mercato è seguito un boom di acquisti, considerando che nei primi dieci anni sono stati venduti oltre 450mila esemplari. Anche la concorrente Audi si è data da fare, pur affidandosi a tetti in tela ripiegabili, un must che caratterizza tutte le versioni cabrio, al di là della classe e delle dimensioni dell’auto. E pensare che tutto è iniziato nel garage di un dentista, probabilmente annoiato dalla sua professione medica.

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