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INDAGINI 4 Ottobre Ott 2014 0010 04 ottobre 2014

Calcioscommesse, spuntano nuove partite

Sorpresa nell'inchiesta dalle perizie sui pc: 19 parole chiave, ombre sul Sassuolo.

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Il calciatore Stefano Mauri.

Un fiume di soldi, partite combinate vecchie e inedite, addirittura dal 2007. E ci sarebbe anche il Sassuolo nell'occhio del ciclone. È quanto risulta dagli accertamenti dei periti informatici incaricati di analizzare i 200 apparecchi - tra computer, smartphone e tablet - del centinaio di indagati nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla procura della Repubblica di Cremona sull'associazione a delinquere transnazionale che aveva il proprio vertice a Singapore. Parte dei risultati è stata consegnata il 3 ottobre durante l'incidente probatorio disposto dal gip Guido Salvini su richiesta del procuratore Roberto di Martino.
TROVATE PAROLE CHIAVE. Dagli accertamenti è finora emerso che negli apparecchi di 27 indagati sono state trovate le parole chiave che il procuratore aveva chiesto di cercare. Si tratta di sms e chat in alcuni casi con personaggi non emersi finora dall'inchiesta o in altri casi con indagati ai quali invece non erano stati sequestrati gli apparecchi informatici.
SCAMBI SU PARTITE VECCHIE E NUOVE. Le perizie poi hanno rilevato altri particolari. Ad esempio, Stefano Mauri, capitano della Lazio, non ha fornito il pin del suo telefonino e senza quel numero i periti, per ora, non hanno potuto esplorare l'apparecchio. Stessa cosa è accaduta con Ivan Tisci, ex del Pescara, e Mauro Bressan, ex della Fiorentina, considerato il braccio destro di Amir Gegic, uno dei capi degli zingari e uomo chiave dell'inchiesta. Le perizie sugli apparecchi di Massimo Erodiani, allibratore di Pescara, e di Mario Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, hanno fatto emergere numerosi scambi di informazioni su partite vecchie e nuove. Gli accertamenti sul pc di Bruni hanno svelato un enorme giro di denaro nell'ambito del calcioscommesse.
ILLEGGIBILI I DATI DI CONTE. La copia forense relativa alle analisi sul pc di Antonio Conte, ora allenatore della Nazionale, è risultata illeggibile. Inoltre, i periti non sono riusciti a decifrare, perché scritte in una lingua sconosciuta persino al traduttore di Google, le conversazioni trovate sugli apparecchi di Luca Burini, ex manager che da 20 anni lavorava in Cina come promoter per una società bolognese che produce lastre di ceramiche, accusato di riciclaggio di denaro insieme con Beppe Signori, Luigi Sartor e il suo commercialista Daniele Ragone. Le parole chiave che il procuratore del tribunale di Cremona Roberto di Martino ha chiesto di cercare negli apparecchi informatici sequestrati a calciatori ed ex nell'ambito della maxi inchiesta sul calcioscommesse sono 19: abbraccio; assegni; beppe; bolognesi; cambiale; cervia; civ; garanzia; gol-gol; handicap; makelele; over; ovetto; pareggio; under; uovo grande; uovo piccolo; vittoria e zingari-zingaro. Le perizie devono ancora essere completate. I risultati verranno illustrati all'udienza del 29 ottobre.

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