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TRIBUNALI 3 Ottobre Ott 2014 1622 03 ottobre 2014

Lionel Messi a giudizio per frode fiscale

«Non poteva non sapere». L'attaccante del Barça a processo. Nonostante la conciliazione.

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Lionel Messi, attaccante argentino del Barcellona.

A giudizio nonostante la conciliazione. Per il tribunale di Gavà, vicino a Barcellona, Lionel Messi «non poteva non sapere» quello che stava accadendo nella gestione dei suoi diritti d'immagine.
Il ricorso presentato dall'argentino contro i tre capi d'imputazione per frode fiscale è stato respinto, perché secondo il giudice spagnolo, l'asso del Barcellona non poteva non essere a conoscenza dell'attività del padre, Jorge Horacio, peraltro suo agente e amministratore economico.
MANCATO VERSAMENTO ALL'ERARIO DI 4 MLN. L'accusa parla di guadagni dai diritti di immagine non dichiarati tra il 2007 e il 2009, per un mancato versamento all'Erario di 4 milioni di euro.
L'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza dell'Agenzia tributaria spagnola, aveva chiesto al magistrato titolare dell'inchiesta, aperta a Barcellona per evasione fiscale nei confronti di Messi, di processare l'attaccante del club blaugrana per i tre reati fiscali commessi fra il 2007 e il 2009 e l'evasione di 4,1 milioni.
PAGAMENTO RIPARATORE DA 5 MLN. Il rinvio a giudizio non collima con la richiesta di archiviazione presentata il 17 giugno scorso dalla procura di Barcellona, dopo il 'pagamento riparatore' effettuato dal calciatore argentino di 5 milioni al fisco, per saldare il debito, e le dichiarazioni dei redditi complementari presentate da Messi per gli esercizi 2010 e 2011.
Nell'inchiesta, avviata nel giugno del 2013, il giudice istruttore accusò Leo Messi e il padre di aver simulato la cessione dei diritti d'immagine del calciatore a società con sedi in paradisi fiscali. In tre anni, il campione argentino avrebbe ricevuto 10,1 milioni in diritti, dei quali avrebbe omesso di dichiarare almeno 4,1 milioni.

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