Motori 6 Ottobre Ott 2014 1629 06 ottobre 2014

Come contestare una multa all’estero

Gli Italiani, per turismo o per questioni di lavoro, tendono a viaggiare in altri Paesi, in aereo, in treno o in macchina direttamente.

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Multa

Gli Italiani, per turismo o per questioni di lavoro, tendono a viaggiare in altri Paesi, in aereo, in treno o in macchina direttamente. Utilizzando proprio quest'ultima, può capitare tuttavia di incorrere in una multa. Giusta o ingiusta che sia, come poter effettuare una contestazione nel caso, come la si deve pagare eventualmente? Domande legittime a cui l'Unione Europea sta cercando di fornire una risposta (ed una procedura) univoca, che valga per tutti i Paesi membri.

Infatti, il Parlamento Europeo, tramite Direttiva, ha previsto la possibilità di poter perseguire e sanzionare un automobilista che commetta un'infrazione in un altro Paese UE, grazie sia ad un sistema di scambio di informazioni tra diversi Paesi (per mezzo di una banca dati comune) e sia alla creazione di un Punto Nazionale di Contatto che faciliti tale scambio. Questa Direttiva, adottata dallo Stato Italiano, tuttavia trova applicazione a poche violazioni: guida in stato di ebbrezza o sotto influenza di stupefacenti, eccesso di velocità, mancato utilizzo della cintura di sicurezza, uso di dispositivi cellulari durante la guida e passaggio col semaforo rosso. L'automobilista, in questo caso, ha 60 giorni di tempo per pagare o contestare la multa, dal suo recepimento.

In caso di dubbi o eventuale contestazione, si consiglia di contattare il Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti (Punto Nazionale di Contatto per l'Italia), in particolare il Dipartimento per i Trasporti Terrestri, la Navigazione ed i Sistemi Informatici e Statistici - Direzione Generale per la Motorizzazione.

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