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CALCIO 7 Ottobre Ott 2014 0600 07 ottobre 2014

Walter Mazzarri: tutte le scuse del tecnico dell'Inter

I nerazzurri non decollano. E lui se la prende con arbitri, sfortuna e stanchezza.

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Walter Mazzarri, allenatore dell'Inter.

Se ne va con la testa bassa, dopo aver preso tre gol da una Fiorentina che nelle cinque partite precedenti ne aveva fatti appena due. Walter Mazzarri ha appena collezionato un'altra brutta partita della sua Inter dopo l'1-4 subito in casa dal Cagliari e lo striminzito 2-0 contro il povero Qarabag (terzo nel campionato azero) in Europa League.
La squadra è in crisi, il progetto non decolla e la colpa è sempre di qualche fattore esterno.
«STANCHI E SFORTUNATI». Dopo il 3-0 contro la Fiorentina, il 5 ottobre, Mazzarri ha cercato i responsabili nella stanchezza e nella sfortuna: «Non stavamo bene fisicamente e ora dovremo lavorare bene nei prossimi 15 giorni per recuperare la forma. Ho provato a cambiare il modulo e nel secondo tempo abbiamo tentato qualcosa». Niente male per uno che poco dopo avrebbe detto: «Ora meno dico e meglio è, perchè sennò passa che io cerco sempre delle scuse».

Il rapporto con gli arbitri e un rispetto a senso unico

Uno sfottò a Mazzarri sul web.

Già, le scuse. Spesso e volentieri hanno a che fare con gli arbitri, un rigore negato o concesso agli avversari, qualche espulsione contro affrettata.
Persino contro il Cagliari, pur assumendosi le sue responsabilità il tecnico livornese ha avuto da ridire: «Probabilmente non avremmo preso quattro gol se non avessimo giocato in 10. Nagatomo purtroppo aveva sbagliato il fuorigioco sullo 0-1, forse era un po' nervoso, anche se mi dicono che la prima forse poteva essere evitata. Mentre ho visto falli anche belli robusti del Cagliari che non sono stati puniti. Ma non voglio parlare di arbitri».
«STIAMO DIVENTANDO UNA BARZELLETTA». Non vuole parlarne ma finisce sempre per farlo. «Ormai sta diventando una barzelletta. Sono 17 partite che è così, anche oggi c'era un rigore clamoroso. Ma da oggi non ne parlo più, altrimenti dicono che mi lamento», dichiarò il 9 gennaio 2014, dopo la sconfitta contro l'Udinese in Coppa Italia. Una promessa violata quasi subito. Il 27 marzo 2014, dopo uno 0-0 arrivato ancora contro i friulani, sbottò: «È una situazione che non mi è mai capitata in carriera. Le azioni sono veloci e l'arbitro è un uomo, ma statisticamente parlando è possibile che quando gli episodi sono contro di noi si vedono e a nostro favore non si vedono mai? Da 32 partite viviamo questa situazione, di episodi ce ne sono stati tanti e sono sempre stati valutati in un certo modo».
POLEMICO DALLA PRIMA GIORNATA. Col campionato in corso, però, l'ha rifatto alla prima giornata della nuova stagione. Al termine di Torino-Inter, il 31 agosto, non l'ha mandata a dire sul penalty concesso ai granata: «Se ogni contatto in area è un rigore, non si finisce più. Se si dà il primo su Quagliarella, per uniformità di valutazione si fischia anche quello per noi di Glik su Icardi che era ben più evidente. In campo mi arrabbio, poi si va fuori, si dicono le cose come stanno e si va avanti. E comunque quello di Vidic non è rigore, basta un contattino».
LO SCONTRO COL MOVIOLISTA DE MARCO. E quando gli episodi volgono a suo favore? In quel caso Mazzarri difende l'operato dell'arbitro, e magari litiga coi moviolisti. Provate a chiederlo ad Andrea De Marco, ex fischietto e ora diventato commentatore per Mediaset, che dopo la vittoria dell'Inter per 2-0 sull'Atalanta, il 24 settembre, ha osato mettere in discussione il gol segnato da Osvaldo e il rigore concesso ai nerazzurri sul punteggio di 0-0: «Lei guarda sempre verso una parte. Fate vedere solo ciò che volete».

I precedenti di Napoli e quella partita contro l'Inter

Walter Mazzarri ai tempi del Napoli.

D'altra parte Mazzarri ha una lunga tradizione di lamentele a senso unico. Quando ancora allenava il Napoli oscillava tra l'attacco e la difesa degli arbitri a seconda che questi, coi loro errori veri o presunti, favorissero o penalizzassero la squadra partenopea.
UNA «VITTORIA LIMPIDA». Il primo ottobre del 2011, proprio contro l'Inter, gli azzurri beneficiarono di alcuno svarioni di Gianluca Rocchi (lo stesso arbitro di Juventus-Roma, partita del 5 ottobre 2014 che ha generato addirittura un'interrogazione parlamentare) e vinsero 3-0. Massimo Moratti, all'epoca ancora presidente, si infuriò, e colui che un paio d'anni dopo avrebbe scelto per guidare la sua Inter replicò così: «Vittoria limpida. Gli episodi ci sono stati anche in altre partite».
IL SILENZIO: UNA PROMESSA MAI MANTENUTA. Il 23 ottobre dello stesso anno, a seguito di un pareggio contro il Cagliari, Mazzarri promise il silenzio: «Non commenterò mai più le decisioni degli arbitri». Sei giorni dopo, commentò così l'espulsione di Mauro Alberto Santana a Catania: «Episodi che hanno condizionato gravemente il risultato. Montella? Non l'ho salutato perché mi girava aver perso in questo modo».

Lo scaricabarile sui giocatori e l'incapacità di sognare

Quello di Mazzarri con la sconfitta è un rapporto complesso. Il tecnico non riesce ad accettare l'idea di aver sbagliato nemmeno quando schiera Gary Medel mezzala due settimane dopo aver detto che non l'avrebbe mai fatto giocare in quel ruolo.
E quando, come contro il Cagliari, ammette le proprie colpe, riesce ad aggiungere un 'però': «I nuovi, i più inesperti, non mi hanno detto di essere stanchi, se me lo avessero detto non li avrei fatti giocare». Colpa dei giocatori, insomma.
«NON CHIAMATEMI PIANGINA». Ma non chiamatelo piangina: «È un'offesa incredibile, non la digerisco e me la attribuiscono le persone che sono avversarie, non è mai successo che arrivasse dai tifosi delle varie squadre che ho allenato». E intanto su Facebook proliferano gruppi come 'Mazzarri piangina, torna alla Reggina!', 'Mazzarri vattene... Sei un piangina!!!!'; 'Noi piangina Mazzarri non lo vogliamo'; 'Mazzarri via dall'Inter'.
Su Youtube hanno ricostruito così la sua storia, prendendo spunto da una funzione di Facebook che consente di ricostruire la propria storia attraverso le foto e le frasi postate sul social network.

QUINTO E SODDISFATTO. E lui? Lui continua a chiedere tempo perché «c’è da inserire giocatori nuovi dall’estero, non dimentichiamo che l’anno scorso c’è stato un cambio societario a metà stagione, l’anno scorso si è finito in modo buono, per quello che era l’annata, Thohir ha festeggiato il quinto posto con una giornata d’anticipo. Voi avete fatto troppe lodi sperticate dopo la vittoria con l’Atalanta». Sì, si è festeggiato nientemeno che il quinto posto, e pure con una giornata d'anticipo. Gli interisti, anche in periodi ben peggiori di questo, hanno sempre avuto la libertà di sognare. Con Mazzarri nemmeno quella.

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