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CAMPIONI 10 Ottobre Ott 2014 0039 10 ottobre 2014

Calcio, Pirlo supera Zoff: 113 presenze in Nazionale

Il centrocampista ritorna in azzurro. Contro la stessa squadra dell'esordio. L'Azerbaigian.

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Di nuovo l'Azerbaigian, come la prima volta, 12 anni fa. Nel giorno del suo ritorno in azzurro, Andrea Pirlo ritrova lo stesso avversario dell'esordio.
E per il regista della Juventus è l'occasione per un nuovo record personale: 113 presenze in Nazionale, una in più di un mito azzurro, Dino Zoff.
«QUI PER CONTE». «Conte è l'unica persona per la quale potevo tornare in Nazionale», ha spiegato Pirlo, «ci fosse stato un altro allenatore, non so se sarei qui: ora c'è un progetto importante da realizzare nei prossimi due anni. Sono sicuro che ci sarà da divertirsi. E che si vincerà qualcosa. Per me non è cambiato niente, la voglia di andare in campo è la stessa. So che c'è molta concorrenza e posso anche non giocare, ma io ho dato la mia disponibilità e non ci sarà nessun problema».
In un match contro gli azeri, nel 2002 l'allora ct Giovanni Trapattoni lo fece esordire quando il centrocampista aveva 23 anni. Sembra passata una vita. Sono trascorsi un titolo Mondiale con Lippi, due fallimenti prima in Sudafrica e poi in Brasile, una finale raggiunta contro ogni previsione a Euro 2012. E scudetti sparsi, prima col Milan e poi con la Juve, un tris incredibile che ha cementato negli anni il rapporto tra il regista e l'ex centrocampista di corsa e fatica Antonio Conte.
Ben oltre le voci su un'impossibilità di sopportare troppo a lungo il 'martello' dell'allenatore.
«CONTE CT? PIÙ RILASSATO». «Come ho trovato il nuovo Conte nelle vesti di ct? Più rilassato...», ha scherzato Pirlo prima di festeggiare la sua maglia azzurra numero 113. Con la stessa voglia di sempre.
Il Brasile sembra lontanissimo, ha assicurato il regista che aveva lasciato una Nazionale a pezzi e l'ha trovata rigenerata, almeno nello spirito. «Ho trovato un'aria nuova», ha sottolineato, «c'è una squadra vogliosa di cancellare il brutto Mondiale. Stiamo bene e vogliamo dare il massimo sempre».
Per gli annali, il 10 ottobre Pirlo diventa in solitario il quarto giocatore di tutti i tempi per numero di presenze. «È un grande orgoglio per me», ha detto, «superare un simbolo come Zoff. Di sicuro, i sogni che avevo 12 anni fa erano gli stessi che avevo da bambino e sono quelli che ho adesso. Giocare in azzurro mi dà sempre una grande emozione. Il fatto di avere sempre nuovi obiettivi da raggiungere è la forza che mi fa andare avanti».
«RITIRO? NON MI PONGO LIMITI». Pirlo, come Francesco Totti, è l'highlander del calcio italiano e come il capitano giallorosso non ha alcuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo. «Non mi pongo dei limiti, per ora mi diverto ancora. Ho lo stesso entusiasmo con il quale ho cominciato a giocare. Quando mi renderò conto che è il momento di smettere, lo farò. In questo momento non ci penso assolutamente». Tantomeno Antonio Conte.

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