BATTAGLIA 15 Ottobre Ott 2014 0027 15 ottobre 2014

Calcio, Serbia-Albania finisce in rissa: match sospeso

Un drone inneggia al Kosovo libero. Botte tra calciatori e tifosi. Gioco fermato.

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Tensione alle stelle, e poi quasi una 'battaglia campale'. È quanto accaduto la sera del 14 ottobre a Belgrado, dove la partita Serbia-Albania, valida per le qualificazioni del Gruppo I agli Europei di calcio del 2016, è stata sospesa al 41' del primo tempo per gravi incidenti dentro e fuori il terreno di gioco. Tra gli arresti ci sarebbe anche quello del fratello del premier Edi Rama, Olsi Rama, una notizia comunque smentita dal governo di Tirana.

La rissa in campo tra i calciatori serbi e quelli albanesi.

INTERRUZIONE SULLO 0-0. L'interruzione del match è avvenuta sul risultato di 0-0, e dopo un'attesa di oltre 50 minuti, lo speaker dello stadio del Partizan ha annunciato ufficialmente che la partita non sarebbe ripresa per motivi di sicurezza.
Il delegato Uefa Harry Been ha spiegato che «non c'erano proprio le condizioni per farla riprendere». Considerata a forte rischio già alla vigilia, tanto che era stato disposto il divieto all'arrivo dei tifosi albanesi, la partita ha preso la brutta piega che tutti temevano quando sopra lo stadio è apparso un oggetto volante telecomandato con appesa una bandiera albanese e la scrita «Kosovo libero».
PETARDI E FUMOGENI IN CAMPO. La cosa ha suscitato le vibranti proteste dei tifosi serbi, che hanno cominciato a scandire cori offensivi e ostili nei confronti degli albanesi, lanciando petardi e fumogeni in campo. Quando il calciatore serbo Stefan Mitrovic è riuscito a bloccare il drone e a prendere la bandiera albanese, su di lui si sono avventati due giocatori avversari ingaggiando una colluttazione.
Ne è nata una rissa colossale, con l'intervento anche di alcuni tifosi arrivati in campo dagli spalti. Tra questi anche Ivan Bogdanov, detto 'Ivan il Terribile', ovvero uno dei capi ultrà che avevano capeggiato gli incidenti che, a Genova, portarono allo stop della partita Italia-Serbia del 2010.
Un tifoso serbo ha colpito con una sedia il n. 19 albanese Balaj.

L'irruzione in diretta televisiva di un tifoso serbo.


POLIZIA IN ASSETTO ANTISOMMOSSA. L'arbitro inglese Martin Atkinson ha deciso di sospendere l'incontro, mentre reparti di polizia in assetto antisommossa hanno preso posizione sotto gli spalti per evitare che la situazione fra i tifosi degenerasse. Dopo circa un'ora dalla sospensione il pubblico ha cominciato lentamente a defluire lasciando lo stadio. Tutta la zona circostante è stata 'bonificata' con cordoni massicci di agenti, la cui presenza si è estesa anche alle strade che portano al centro di Belgrado.
Sulla partita Serbia-Albania la Uefa è ora chiamata a prendere una decisione. Sembra che gli albanesi presenti allo stadio provenissero in larga parte dal Kosovo, una parola che in Serbia evoca sentimenti di forte orgoglio nazionalistico. Belgrado non riconosce l'indipendenza proclamata da Pristina il 17 febbraio 2008, cosa questa che ha ulteriormente raffreddato le relazioni già tese con Tirana.
UN RISCHIO SOTTOVALUTATO DALL'UEFA. La popolazione del Kosovo è per oltre il 90% di etnia albanese. A ciò si aggiungono i timori della Serbia per il progetto presunto di una 'Grande Albania', che raggruppi le comunità albanesi oltre che dell'Albania anche di Kosovo, Montenegro e Macedonia. Alla luce di tutto ciò, non si capisce come mai, al momento del sorteggio di queste eliminatorie, l'Uefa non si sia mossa per evitare che queste due nazionali venissero inserite nello stesso girone, cosa che l'ente calcistico europeo ha invece fatto per depotenziare altre situazioni a rischio come quelle tra Spagna e Gibilterra e Russia e Ucraina.

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