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DISORDINI 15 Ottobre Ott 2014 1501 15 ottobre 2014

Serbia-Albania, l'Uefa apre un'inchiesta

I giornali di Belgrado attaccano i tifosi ospiti: «Una provocazione vergognosa».

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L'Uefa ha deciso di aprire un'indagine su quanto accaduto il 14 ottobre nel corso di Serbia-Albania, match di qualificazione a Euro 2016 dove dopo l'apparizione di un drone con la bandiera della 'Grande Albania' sono scoppiati incidenti e la partita è stata sospesa (guarda le foto).
SOSPESA DOPO 42 MINUTI. Come riportatato sul sito ufficiale dell'organo di governo del calcio europeo, «la partita del Gruppo I di qualificazione a Euro 2016 è stata sospesa dopo 42 minuti e segnalata alla Commissione disciplinare, di Controllo e Etica Uefa».
«A Belgrado si sono viste scene inscusabili», ha commentato il numero 1 del calcio europeo Michel Platini dopo gli incidenti in campo durante Serbia-Albania, nati dopo che un drone aveva portato sul terreno di gioco la bandiera della 'Grande Albania'. «Il presidente Platini è molto rattristato», ha riferito sul profilo Twitter il portavoce Uefa Pedro Pinto. «Il calcio serve a unire i popoli e il nostro sport non dovrebbe essere coinvolto con risvolti politici di qualsiasi genere».
BLATTER: «IL CALCIO NON VEICOLI MESSAGGI POLITICI». «Il calcio non dovrebbe mai essere usato per emettere messaggi politici», gli ha fatto eco il presidente della Fifa Joseph Blatter. «Condanno con forza quanto è accaduto a Belgrado la notte scorsa».
Anche l'Ue è intervenuta sulal vicenda: «La politica non sia guidata dalle provocazioni da stadio, e per questo evidenziamo l'importanza della cooperazione regionale e la prevista visita del premier Edi Rama in Serbia dei prossimi giorni», ha cercato di gettare acqua sul fuoco Maja Kocijancic,un portavoce dell'Alto rappresentante Ue Catherine Ashton.

PER LA STAMPA SERBA COLPA DEGLI «ESTREMISTI ALBANESI». La stampa serba, intanto, è stata durissima nei confronti dei tifosi albanesi, ritenuti i primi responsabili degli incidenti. «Gli estremisti albanesi hanno interrotto il match allo stadio del Partizan - La propaganda della Grande Albania a Belgrado!», ha titolato in grande in prima pagina Vecernje novosti. Per il quotidiano, che ha riferito dell'arresto temporaneo del fratello del premier albanese, ritenuto l'organizzatore della 'provocazione' con la bandiera della Grande Albania 'piovuta dal cielo' con un drone telecomandato sul terreno di gioco, «il football ieri sera è stato relegato in secondo piano» a favore della provocazione politica.
TRA GLI INVASORI DI CAMPO ANCHE 'IVAN IL TERRIBILE'. Il giornale ha aggiunto poi che tra i tifosi serbi che hanno fatto irruzione sul terreno di gioco vi era anche Ivan Bogdanov, il leader degli hooligan tristemente noto per i fatti allo stadio di Genova dell'ottobre 2010.

«Orribile provocazione» è il titolo in prima di Blic, che a grossi caratteri ha denunciato come «il fratello del premier albanese dalla tribuna vip dello stadio telecomandava l'oggetto volante con la bandiera» della Grande Albania.
Informer ha tirato in ballo al tempo stesso il capo della delegazione Ue a Belgrado, l'inglese Michael Davenport, che avrebbe insistito con la polizia affinché fosse consentito ai tifosi albanesi giunti all'aeroporto di Belgrado di raggiungere lo stadio. E ciò nonostante il divieto imposto alla vigilia sulla presenza della tifoseria ospite sugli spalti.
INFORMER ATTACCA LA UE. «Gli albanesi e la Ue hanno provocato la guerra allo stadio del Partizan», ha titolato il giornale, secondo cui «la scandalosa apparizione della bandiera della Grande Albania ha scatenato il caos».
Per Danas «i nazionalismi hanno ucciso il calcio. È triste constatarlo, ma Serbia e Albania non possono neanche giocare in pace una partita di calcio». Condanna unanime per la «provocazione politica» da parte degli albanesi è giunta da numerosi esponenti del governo serbo, a cominciare dal ministro degli esteri Ivica Dacic e dello sport Vanja Udovicic.

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