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DELUSIONE 22 Ottobre Ott 2014 2300 22 ottobre 2014

Champions League, Olympiacos-Juventus : 1-0

Kasami colpisce. Poi Roberto para tutto. Per i bianconeri qualificazione in salita.

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Il centrocampista della Juventus, Arturo Vidal.

Una tragedia in stile ellenico che potrebbe riscrivere la storia del cammino della Juve verso l'Olimpo della Champions. I bianconeri di Allegri sbattono il grugno sul cinismo dell'Olympiacos, la bolgia del Karaiskákis diventa un girone dantesco per i campioni d'Italia che scontano i peccati di un primo tempo senza mordente e alla fine quello doveva essere il lasciapassare per gli ottavi della Coppa dei sogni si trasforma in un pianto greco.
L'eroe omerico della serata ha la faccia e i guantoni del portiere Roberto, capace di trasformare in singhiozzi di malinconia gli assalti all'arma bianca di Tevez e compagni nel finale. Fino a condurre in porto l'1-0.
PIRLO LANCIA... I GRECI. Una Juve a caccia di autostima e punti pesanti per il suo girone ha la faccia sfrontata di Morata, preferito all'acciaccato Llorente, ma anche quella di un Pirlo irriconoscibile: troppo compassato e distratto per essere vero.
Proprio da un palla (l'ennesima) persa dal regista della Nazionale nasce la rete che alla fine deciderà il match. Dominguez (il migliore dei greci) approfitta del gentile omaggio per lanciare Mitroglou, palla a Kasami che di sinistro traccia un diagonale chirurgico: uno squarcio nel petto dei bianconeri.
L'Olympiacos, nel 4-2-3-1 cucitogli addosso da Michel, mostra la faccia cattiva e complice il vantaggio può giocare il calcio che gli è più congeniale. Fatto di ripartenze e aggressività.
Da palla ferma le più chiare chance per i bianconeri. La bandierina del guadalinee cancella il guizzo di Tevez per fuorigioco (20'). Roberto inaugura la serie personale di prodezze scalciando la botta a colpo sicuro di Chiellini al 43'.
ROBERTO INSUPERABILE. Dentro Marchisio, fuori Pirlo: Allegri riscirve l'identità dei suoi e il secondo capitolo della contesa diventa un monologo all'italiana.
Ma il portiere greco è in versione titano dei pali. Prima ipnotizza Morata, liberatosi nei sedici metri con una magia nel controllo. Poi salva il risultato due volte in pochi minuti (su Pogba e Tevez). Quindi santifica la sua prestazione con l'aiuto della traversa sull'ennesimo tentativo di Morata. Pereyra, Giovinco e le alchimie tattiche (prima 4-2-3-1 e poi 4-3-3) non bastano ad acchiappare l'oro del pari.
E tre punti in tre gare restano un bottino misero per le tasche della Juve.

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