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PASSO INDIETRO 23 Ottobre Ott 2014 1519 23 ottobre 2014

Inter, Moratti non è più presidente onorario

L'ex patron rinuncia a ogni carica. Thohir: «Rispetto la sua decisione».

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Thohir in compagnia di Massimo Moratti.

L'era Moratti tramonta una volta per tutte sull'orizzonte nerazzurro. Dalle spese miliardarie al tetto del mondo, dal terremoto Calciopoli coi suoi scudetti della discordia al triplete della corazzata di Mourinho: Massimo Moratti ha deciso chiudere la lunga storia d'amore coi colori nerazzurri.
E dopo aver ceduto la società a Erick Thohir ora ha scelto di recidere anche l'ultimo legame con la squadra che era stata anche la passione di suo padre Angelo rinunciando anche alla carica di presidente onorario offertagli dal magnate indonesiano nel novembre 2013.
Assieme a lui hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione Angelomario Moratti, figlio di Massimo, Rinaldo Ghelfi e Alberto Manzonetto. Una scelta che ha preso di sopresa anche il club, sul cui sito ufficiale non è apparsa nemmeno una nota a due ore dall'annuncio.
POLEMICA CON MAZZARRI. La decisione ha poco o nulla a che vedere con l'infelice risposta data dall'allenatore della squadra Walter Mazzarri («Non ho tempo da perdere per rispondere alle critiche di Moratti», aveva detto), casomai una certificazione del ruolo meramente simbolico affibbiato all'ex presidente: difficile infatti non notare come Tohir abbia sempre fatto di testa sua, forte del 70 per cento delle azioni del club, cercando però di usare Moratti come parafulmine sottolineandone, secondo opportunità, stima e necessità di collaborare.
DI TRAVERSO L'USCITA DEL CEO BOLINGBROKE SUI CONTI. Piuttosto la goccia che ha fatto traboccare la pazienza di Moratti sarebbero state le parole pronunciate lunedì dal Ceo Bolingbroke durante l'assemblea dei soci di Fc Internazionale. A margine della registrazione del bilancio 2013-2014, che ha evidenziato una differenza tra costi e ricavi di 100 milioni di euro, l'ad nerazzurro aveva dichiarato: «Vogliamo raddrizzare ciò che è andato storto in passato. Quello che è stato è stato, ora pensiamo al futuro», con un chiaro riferimento alla gestione Moratti.
Era già successo in altre occasioni, e una sola volta l'ex presidente aveva spiegato la situazione (a Latina a fine maggio), ma Thohir, che non ha pagato nemmeno un euro per una società valutata 500 milioni, girando soltanto i 149 milioni di debiti del club alle banche, ha insistito. Moratti questa vota si è stufato, anche perché, sarebbe stato il ragionamento, Thohir ha avuto quattro mesi per analizzare tutti conti della società. Se la situazione era così disastrosa, avrebbe potuto rinunciare. Invece è andato avanti e aveva definito l'acquisto dell'Inter un grande affare. Ora ha cambiato idea. Anche Moratti.
L'ANNUNCIO IN UNA NOTA. L'annuncio è arrivato con una nota della società di Moratti, ancora proprietaria di una quota pari al 29,5% dell'Inter: «Internazionale Holding Srl, società facente capo al dottor Massimo Moratti e ai suoi figli, dottor Angelomario Moratti e dottor Giovanni Moratti, e titolare di una partecipazione pari al 29,5% di Fc Internazionale Milano Spa comunica che in data odierna il dottor Angelomario Moratti, il dottor Rinaldo Ghelfi e il dottor Alberto Manzonetto hanno rassegnato ciascuno a titolo individuale le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione della società F.c. Internazionale Milano Spa. Internazionale Holding Srl comunica inoltre, che il dottor Massimo Moratti in data odierna ha rinunciato alla carica di presidente onorario di F.c. Internazionale Milano Spa gentilmente offertagli da Mr Erik Thohir nel novembre dello scorso anno».

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