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SPORT 27 Ottobre Ott 2014 1143 27 ottobre 2014

Figc, Uva: «Il calcio è l'unico sport che dà soldi allo Stato»

Il dg della Federcalcio ha risposto sui possibili tagli dal Coni per 25-27 milioni.

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Il direttore generale della Federcalcio Michele Uva.

Il direttore generale della Federcalcio ha detto la sua sulla possibile decisione del Coni di tagliare i contributi al calcio per una somma tra 25 e 27 milioni di euro. Ai microfoni di Radio Anch'io, programma in onda su Radio1, Michele Uva ha ricordato i finanziamenti che lo sport italiano più seguito ha elargito per anni nelle casse dello Stato.
«1 MILIARDO AL FISCO». «La Serie A versa al sistema circa un miliardo, fra tasse, Iva, Irpef e qualsiasi altra contribuzione fiscale», ha esordito il dirigente della Figc. «Il calcio italiano, dal 1948 al 2003, ha finanziato con 18 miliardi di euro lo sport italiano, quindi le 422 medaglie olimpiche sono state esclusivamente finanziate dal gioco del calcio, perchè c'era un rapporto diretto fra Totocalcio e contributi al Coni. Nello stesso periodo 1948-2003», ha aggiunto Uva, «il calcio ha finanziato - con 18,73 miliardi di euro - l'erario, perchè un terzo di tutto il montante veniva versato nelle tasse. In definitiva, il calcio «è l'unico sport che versa nelle casse dello Stato dei soldi; finora il calcio ha dato e lo ha fatto anche negli ultimi 10 anni».
«DANNI AL SETTORE GIOVANILE». Uva ha poi commentato i possibili tagli dei fondi da parte del Coni. «I giornali parlano di una riduzione di 25-27 milioni», ha dichiarato, «noi però non abbiamo dati ufficiali da commentare. Sappiamo solo che, a metà di una stagione sportiva, i tagli andrebbero a bloccare una serie di attività istituzionali, che la Figc da sempre organizza e quindi inciderebbero sul Settore giovanile e scolastico, sull'Assoarbitri o sulla giustizia sportiva, che costa 5 milioni».
I finanziamenti «che il Coni versa nella casse della Figc» ha sottolineato, «vanno al Settore giovanile, all'Aia, al Centro tecnico, alla giustizia sportiva e, in piccola parte, alla Lega nazionale dilettanti. Quando conosceremo la cifra», ha concluso Uva, «ci sarà una parte politica che agisce e io, da manager, farò invece i tagli necessari, per portare il bilancio in pari, visto che siamo un'associazione no-profit, come presuppone il nostro statuto».

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