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SPORT 28 Ottobre Ott 2014 1720 28 ottobre 2014

Tagli dei contributi Coni alla Figc, Tavecchio: «Rivalutare o dateci tempo»

Il presidente sui tagli del Coni alla Federcalcio: «Il calcio intrattiene gli italiani».

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Il presidente della Figc Carlo Tavecchio.

Il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio ha detto la sua in merito ai tagli al calcio decisi dal Coni per una somma di oltre 20 milioni di euro. «Arrabbiato? No. Parlerò dopo», ha esordito mentre lasciava la Giunta nazionale del Coni, dove era stato invitato per discutere dei nuovi parametri decisi per l'assegnazione dei contributi alle singole federazioni. Nel pomeriggio Tavecchio ha preso parte anche al Consiglio nazionale del Coni.
«SOLI CONTRO TUTTI». «Io non sono favorevole a questo cambiamento. Mi auguro che ci sia un cambiamento positivo e che comunque si trovi un modo per cui non ci sia una contrapposizione tra il calcio e il Coni», ha dichiarato il presidente Figc. «Oggi ci sentiamo un po' soli contro tutti», ha aggiunto, ammettendo di trovarsi in una «posizione assai scomoda per chi fa il suo esordio nel Consiglio del Coni. Oggi sono tutti contro il calcio. Voi potete anche avere ragione, ma dateci tempo di programmare. È vero che c'è stato un iter che ha portato la commissione ad individuare i criteri dei tagli», ha concluso il n.1 della Figc, rispondendo indirettamente a Giovanni Malagò, il quale aveva sottolineato come la nuova procedura non è venuta fuori dall'oggi al domani, «ma poi è stata la politica a scegliere».
CARRARO: «ROTTURA CONI/FIGC? SPERO DI NO». Ha detto la sua anche Franco Carraro, ex presidente del Coni e della Figc e ora presidente del Comitato olimpico internazionale: «Sono stato presidente del Coni e rappresentante del calcio, per questo penso che l'unità e il rapporto dialettico sia comunque preferibile. Può anche darsi che lo sport italiano da tutto questo ne esca più rafforzato. Auspico che questa decisione riguardi solo il 2015, in modo da vedere se è ottimale e nel caso vada avantivenga poi trattata in modo diverso», ha aggiunto, lasciando la Giunta nazionale del Coni. Carraro ha commentato i nuovi criteri, che danno maggiore peso alle medaglie olimpiche: «Io sono tutt'altro che certo che i soldi che vengono tolti al calcio vadano tutti a incrementare la preparazione olimpica». Carraro poi ha scongiurato una rottura tra Figc e Coni: «penso che sia utile che il calcio rimanga nell'ambito dello sport italiano, che resti sempre in modo dialettico. Tavecchio? Non ha minacciato di uscire, è stato molto serio e molto moderato. Ha detto che spera che il presidente del Coni trovi delle soluzioni che siano in grado di salvaguardare la dialettica e ha mostrato un atteggiamento tutto meno che arrogante o minaccioso».
PETRUCCI: «BRAVO MALAGÒ, MEGLIO DI ME». Secondo Gianni Petrucci, ex presidente del Coni e ora della Federbasket, vanno fatti i «complimenti» a Malagò per la sua decisione. «Ci vuole umiltà, quando sento un dirigente che si lamenta di 'finanziare la federazione delle palline e delle piumette'. Questa è arroganza. Il mondo dello sport non è contro il calcio. Ma forse un parte del calcio è contro il mondo dello sport». Petrucci, intervenuto nel Consiglio nazionale del Coni, si è riferito al commento del presidente della Lega Pro, Mario Macalli, in merito ai nuovi criteri nell'assegnazione dei contributi del Coni che penalizzano la Figc. «Se oggi 75 persone la pensano in un modo, il calcio si faccia anche un esame di coscienza», ha aggiunto l'ex presidente del Coni. «Complimenti a Malagò, perché ha iniziato un processo. In Italia c'è una monocultura calcistica e Tavecchio oggi ne ha dato l'esempio. Che si voglia rivedere quei parametri è sacrosanto; mi auguro che questo tesoretto non diventi un sarcofago, e laddove si pensi che il calcio ha i soldi in meno quei soldi poi vanno al calcio». Petrucci si è poi chiesto: «Perché questa revisione non l'ho fatta io? Forse ho perso tempo, e oggi è stata intrapresa una strada importantissima. Io non sono mai contro il calcio, ma la realtà è questa. Siamo di fronte a un mondo che ci sbatte in faccia una storia. Benedetto il Coni che ha intrapreso questa linea. Giovanni Malagò, forse stai andando meglio di me», ha concluso Petrucci.

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