CALCIO & MITI 31 Ottobre Ott 2014 0800 31 ottobre 2014

Marco van Basten compie 50 anni

Il poker al Goteborg. I tre Palloni d'oro. E il rigore col saltello. Mezzo secolo di pura classe.

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Più che avere eleganza, era eleganza. Pura danza classica col pallone fra i piedi.
Con Ruud Gullit e Frank Rijkaard fa parte di un trio, un'epoca in tre nomi.
Un mito del calcio mondiale. Un monumento nazionale per gli olandesi (assieme a Johan Cruijff). E il più raffinato centroavanti che abbia mai indossato la maglia del Milan.
Mezzo secolo di vita per un 'cigno' (di Utrecht) che ha smesso troppo presto di volare.
UNA MOGLIE E TRE FIGLI. Il 31 ottobre Marco van Basten ha compiuto 50 anni (guarda le foto).
«Sono tanti», ha affermato l'ex calciatore il 21 ottobre in un'intervista a Sky. «Ho fatto delle belle cose, vincendo tanto. Oggi sono felice. Ho una moglie, tre figli, vivo tranquillo. Mi diverto qui con i giocatori visto che ho lasciato il ruolo di primo allenatore, mi dava troppo stress».

Centravanti dalla tecnica eccezionale e, nonostante la statura elevata (188 centimetri), dotato di rapidità nei movimenti, Marco van Basten coniugava la grazia e l'eleganza (da qui il suo soprannome di 'cigno') del trequartista con la concretezza del vero cannoniere (301 gol in carriera).
DAL TIRO POTENTE ALLE ACROBAZIE. Abile con entrambi i piedi, dal tiro potente e preciso sia in corsa sia da fermo, era concreto anche nel gioco aereo e soprattutto nelle acrobazie. Il suo marchio di fabbrica? Un saltello prima di battere un calcio di rigore.

Un predestinato: sostituì Cruijff

Partita a carte in aereo tra Marco van Basten e Johan Cruijff.

Nato a Utrech cominciò giocare a calcio a sei anni nell'Edo. Nel 1981 fu ingaggiato dall'Ajax di Johan Cruijff.
E un anno dopo, aprile 1982, debuttò con la Nazionale under 18 al torneo Juniores di Cannes, segnando tre gol all'Italia nella finale per il terzo posto.
ESORDIO NEL 1982. Marco van Basten esordì nella prima squadra dell'Ajax il 3 aprile 1982, a 17 anni e mezzo: quasi fosse un segno del destino, entrò in campo proprio al posto di Cruijff e riuscì pure a segnare. Nei due anni successivi 'il cigno' passò dalle nove reti gol in 20 partite del 1982-1983 alle 28 in 26 partite nella stagione 1983-1984 nella quale fu capocannoniere. Come nelle due stagione successive (nel 1986 arrivò la Scarpa d'oro).
PRIMI PROBLEMI FISICI. Il 1986, tuttavia, segnò anche l'inizio dei suoi guai fisici: a dicembre, nel corso di Groningen-Ajax, si infortunò alla caviglia destra dopo un contrasto con un avversario. Continuò a giocare ma alla fine fu costretto a farsi operare in Svizzera. Tornato in campo tre mesi più tardi, segnò di testa il gol decisivo nella finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia (1-0).

L'arrivo al Milan: gol, vittorie e coppe

Gli olandesi Ruud Gullit e Marco van Basten a Milanello.

Nell'estate del 1987 Marco van Basten fu ingaggiato per due milioni di franchi svizzeri (circa 1,75 miliardi di lire) dal Milan di Silvio Berlusconi.
Appena sbarcato a Milano prese la casa lasciata dallo storico centrocampista Ray Wilkins.
E quando arrivò non disse: «Ho sempre sognato di giocare nel Milan». Però a casa aveva la maglia numero 8 di Giuseppe Incocciati.
DEBUTTO CON GOL. In rossonero si presentò subito al suo nuovo pubblico segnando nella prima partita in Coppa Italia contro il Bari e nel debutto in campionato a Pisa. Arrivà però anche anche il primo stop dell'era rossonera: l'altra caviglia iniziò a dargli problemi dopo il match di Coppa Uefa contro l'Espanyol. Operato nuovamente, rmase inattivo sei mesi.
LA CORSA SUL NAPOLI. Quando tornò in campo, il Milan era alla rincorsa del Napoli di Diego Armando Maradona. L'olandese siglò i gol decisivi contro l'Empoli a San Siro e contro i partenopei proprio nella decisiva gara giocata e vinta al San Paolo, con cui il Milan si laureò Campione d'Italia.

Dopo nove anni d'assenza, grazie al successo ottenuto in Campionato, il Milan si riaffacciò sul palcoscenico europeo della Coppa Campioni nella stagione 1988-1989.
IL TUFFO CONTRO IL REAL MADRID. Una stagione memorabile: Marco van Basten segnò in Europa 10 reti, tra cui quelle in semifinale con colpo di testa in tuffo contro il Real Madrid nell'1-1 dell'andata a Madrid, quella del 5-0 del ritorno al Meazza e la doppietta nella vittoriosa finale contro la Steaua Bucarest.

Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard con la Coppa dei Campioni vinta contro il Benfinca.

A novembre un suo gol al Barcellona nella finale di andata contribuì alla conquista della Supercoppa europea.
A dicembre, dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, l'olandese vinse il secondo Pallone d'oro consecutivo, affiancando nell'albo d'oro del trofeo campioni come Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.
ANCORA CAMPIONI. All'inizio della stagione 1989-1990 Marco van Basten fu di nuovo operato, stavolta al menisco: lo scudetto fu vinto dal Napoli, ma i rossoneri raggiunsero ancora la finale di Coppa dei Campioni e l'olandese siglò le reti decisive contro Real Madrid, Malines e Bayern Monaco.
Il successo europeo (1-0) arrivò il 23 maggio contro i portoghesi del Benfica al Prater di Vienna. Sua l'apertura di prima intenzione che liberò Frank Rijkaard lanciandolo a rete.

Nel 1990-1991 il Milan conquistò ancora la Supercoppa europea e l'Intercontinentale, contro i paraguaiani dell'Olimpia Asunción.
A Tokyo Marco van Basten non segnò ma contribuì comunque alla realizzazione del secondo e al terzo gol.
VIA SACCHI, ARRIVA CAPELLO. Nonostante i successi, a fine stagione il ciclo di Arrigo Sacchi sulla panchina del Milan giunse al capolinea e all'allenatore di Fusignano subentrò Fabio Capello.

Grazie ai suoi 25 gol in campionato, nella stagione 1991-1992 Marco van Basten ottenne di nuovo il titolo di capocannoniere.
A novembre 1992 siglò quattro reti contro il Göteborg nella gara di Champions League.
Pochi giorni gli fu consegnato il terzo Pallone d'oro della sua carriera (impresa riuscita in precedenza solo a Johan Cruijff e Michel Platini).

Vittima sempre di tremendi dolori, a dicembre l'olandese decise di recarsi a St. Moritz per farsi operare ancora alla caviglia: rientrò a fine aprile e in Ancona-Milan segnò l'ultimo gol della sua carriera, ad Alessandro Nista, proprio lo stesso portiere cui aveva segnato il suo primo gol in Serie A il 13 settembre 1987.
LA SCONFITTA CONTRO IL MARSIGLIA. Il 16 maggio 1993 disputò contro la Roma l'ultima partita di campionato. Fu tenuto a riposo da Fabio Capello in vista della finale di Champions League contro l'Olympique Marsiglia, vinta dai francesi con un gol di Basile Boli.

Nel 1993 il quarto (e inutile) intervento chirurgico. Poi il ritiro

Per i problemi alla caviglia Marco van Basten è stato costretto a lasciare il calcio.

Nel giugno 1993 Marco van Basten si sottopose al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi trascorsero due anni nel tentativo di recuperare l'efficienza fisica.
Si riaggregò ai compagni due anni dopo per la preparazione estiva dell'estate del 1995, ma pochi giorni dopo prese la decisione di ritirarsi definitivamente, a soli 30 anni, dall'attività agonistica.
VIA IL DENTE, VIA IL DOLORE. «Ho da dare una notizia corta», disse l'olandese. «Ho deciso di smettere di fare il calciatore. Quando Martens (il suo medico, ndr) mi ha detto che non si poteva andare avanti ho deciso: meglio togliere subito il dente».
Al sua fianco, nella sala stampa della storica sede del Milan di via Turati, Adriano Galliani e Ariedo Braida.
«Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci», commentò l'amministratore delegato.

125 gol con la maglia del Milan

Marco Van Basten in aereo di ritorno dal Giappone con in mano la Coppa intercontinentale.

Con la maglia del Milan, Marco van Basten ha segnato 125 gol in 201 partite. E in 85 incontri i rossoneri non hanno mai perso.
Nessun interista o juventino l'ha mai criticato sul serio.
Il 'cigno' era rispettato e ammirato ovunque. Ha salutato San Siro in un Trofeo Berlusconi: in campo c'erano Milan e Juventus ma sugli spalti applaudivano tutti (e Fabio Cappello seduto in panchina non riuscì a trattenere la commozione e pianse).
Un giorno Diego Armando Maradona disse: «Marco si è fato male quando stava diventato il più forte di tutti».
TRE PALLONI D'ORO. Il suo palmares parla chiaro: tre campionati olandesi, tre Coppe d'Olanda e una Coppa delle Coppe con l'Ajax; quattro campionati, quattro Supercoppe italiane, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee e due Coppe intercontinentali col Milan. Un campionato europeo con l'Olanda. Titoli personali: tre Palloni d'oro, quattro volte capocannoniere dell'Eredivisie e due della Serie A, una Scarpa d'oro, un Fifa World Player. In totale 277 gol segnati in carriera.

L'esperienza da allenatore: dall'Ajax alla Nazionale

Marco Van Basten, allenatore olandese.

Appese le scarpette al chiodo e dopo 10 anni di riflesisoni Marco van Basten non abbandò il mondo del calcio.
Nel 2003 iniziò la sua avventura da allenatore con lo Jong Ajax, dove rimase per una stagione.
Il 29 luglio fu nominato commissario tecnico della Nazionale olandese.
Come CT dei 'tulipani' prese al Mondiale tedesco del 2006: seconda nel girone C con sette punti (alle spalle dell'Argentina), l'Olanda fu eliminata agli ottavi di finale per 1-0 dal Portogallo.
DAL MONDIALE ALL'EUROPEO. Rimasto alla guida della Nazionale anche nel biennio successivo, centrò la qualificazione per l'Europeo 2008. Nei quarti di finale l'Olanda fu eliminata dalla Russia. A giugno lasciò la Nazionale per allenare l'Ajax, dove si dimise il 6 maggio 2009 dopo aver fallito la qualificazione alla Champions League.
Il 13 febbraio 2012 ha firmato un contratto biennale con l'Heerenveen valido a partire dalla stagione 2012-2013. Il 18 aprile 2014 l'AZ Alkmaar ha comunicato, tramite il proprio sito, l'esistenza di un accordo verbale per l'ingaggio di Marco van Basten con un contratto biennale. Accordo formalizzato poi il 20 maggio.

I problemi di salute e le dimisisoni temporanee

Marco van Basten e Liesbeth il giorno del loro matrimonio.

Marco Van Basten però non è stato bene.
Tanto da non essere riuscito a portare avanti il suo lavoro.
Ad agosto sono arrivate, infatti, le dimissioni «temporanee».
Si è parlato di depressione per la scomparsa del padre ma anche di problemi cardiaci. Che sarebbero cominciati a manifestarsi in maniera seria proprio poco dopo la morte del padre.
TROPPO STRESS. «Anni fa pensavo che sarei sempre stato il primo allenatore di una squadra», ha confidato ai microfoni di Sky. «Adesso ho fatto un passo indietro e devo dire che mi sento meglio, più tranquillo. Avevo problemi per lo stress e la responsabilità, non dormivo bene, e da questo sono derivati alcuni problemi fisici, anche se mai seri con il cuore. Così un paio di mesi fa ho scelto di fare ancora il mestiere di allenatore ma non come primo, come secondo».
FUTURO INCERTO. Marco van Basten ha ribadito di essere sempre stato «una persona emotiva. Anche prima della partita la sentivo, dormivo poco. Ma da allenatore era peggio. È stato un periodo pesante perché quando non dormi i giorni durano a lungo. Alla fine viviamo tutti una sola volta, cerchiamo di fare almeno una bella vita...». Anni fa l'olandese pensava di arrivare alla panchina del Milan e ora ha ammesso: «Non credo più, ma comunque nella vita non si sa mai».

Twitter @andreagarnero

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