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CALCIO 31 Ottobre Ott 2014 1516 31 ottobre 2014

Napoli-Roma, Garcia: «Il calcio è una festa, non una guerra»

Alla vigilia del match, l'invito del tecnico giallorosso alla calma, dopo la morte di Ciro Esposito.

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Rudi Garcia, allenatore della Roma da giugno 2013.

Una partita ad altissima tensione, il primo incrocio tra Napoli e Roma dopo i fatti della finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014, che proprio nella Capitale portarono alla morte di Ciro Esposito, tifoso napoletano colpito dallo sparo di Daniele De Santis, ultrà giallorosso.
Alla vigilia del match in programma al San Paolo il primo novembre, il tecnico della Roma Rudi Garcia ha richiamato i tifosi di entrambe le squadre al rispetto reciproco all'insegna dei sani valori sportivi.
«AMICIZIA E RISPETTO RECIPROCO». «Per me il calcio deve essere una festa, non una guerra», ha dichiarato l'allenatore francese. «Deve esserci amicizia e rispetto degli altri colori. Domani e nella gara di ritorno», ha affermato, «sarà una bella opportunità per mostrare che ognuno pensa positivo e con rispetto reciproco».
Il tecnico francese ha aggiunto: «Il bello del calcio è che riunisce tutti intorno alla stessa passione, e questo deve fare riflettere e spingere a fare cose positive, perché una famiglia non si deve chiedere se portare o meno il figlio allo stadio. Non posso dare consigli alle persone che devono occuparsi dei problemi del calcio italiano», ha continuato, «ma dobbiamo lottare in tutti i modi affinché gli stadi siano sicuri dentro e fuori. E anche noi dobbiamo essere da esempio attraverso il fair play. A volte non è semplice, ma è un dovere di noi allenatori e giocatori».
TOTTI: «UN ABBRACCIO ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME». Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco Totti, capitano giallorosso: «Mi sono sempre dissociato da ogni forma di violenza e domani spero vivremo una festa di puro sport». Totti, «da padre e da uomo», ha mandato un «abbraccio pieno di calore a tutte le famiglie colpite da lutti nel calcio e nello sport: penso a De Falchi, Sandri, Esposito. Sono vicino a quelle che hanno vissuto disgrazie come queste».

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