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CALCIO 10 Novembre Nov 2014 1620 10 novembre 2014

Nazionale, Conte su Balotelli: «È un patrimonio del calcio italiano»

Il commissario tecnico spiega la convocazione di Mario: «Non è qui per lo sponsor, voglio valutarlo».

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Antonio Conte, commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio.

Il ritorno di Mario Balotelli in Nazionale spalanca immediatamente la porta del dibattito nel clan azzurro. E Antonio Conte sceglie la giocata di anticipo sulle polemiche.
«Mario Balotelli, come Cerci, è un patrimonio del calcio italiano: è sciocco pensare che sia qui in nazionale per lo sponsor», ha detto in conferenza stampa a Coverciano il commissario tecnico azzurro nel ritiro in preparazione del match Italia-Croazia.
«Un mese fa», ha detto Antonio Conte al primo giorno di raduno a Coverciano, «avrei dovuto spiegare perché non chiamavo Balotelli, ora perchè lo chiamo».
«Siamo in un periodo di costruzione dopo la delusione Mondiale, e siccome non mi piace il sentito dire è giusto valutare e testare un giocatore, e capire le affinità», ha proseguito il selezionatore azzurro, «precludergli la maglia azzurra a prescindere è una sciocchezza».
Il commissario tecnico ha ammesso che l'attaccante del Liverpool «non vive il suo momento migliore» ma «forse è meglio così».
«MARIO DEVE DIMOSTRARE ADATTAMENTO». «Se non gioca domenica (16 novembre, ndr) rimarrà con noi anche per l'Albania. Conoscete le mie regole e come sono fermo, su questo non transigo. Balotelli ha esperienza importante con la Nazionale, avendo fatto un Mondiale e un Europeo. È importante ma non basta, dovrà riempire il mio occhio, se si adatterà a un tipo di calcio. Altri me lo hanno già dimostrato, lui deve farlo. Per il momento Immobile, Zaza, Pellè e Giovinco partono avvantaggiati. Non ci sono gerarchie ma gli altri quattro sono più avanti, se in una settimana Balotelli mi dimostrerà di aver raggiunto gli altri a livello di voglia e di passione allora potrà superarli», ha concluso Conte.
E a proposito della fase offensiva, Conte, che ha telefonato a Lorenzo Insigne, prima che il calciatore partenopeo finisse sotto i ferri per l'operazione al crociato, ha anticipato ciò che ha intenzione di provare contro la Croazia, motivando così le convocazioni di Cerci e Soriano. «Vogliamo provare un calciatore sull'esterno in attacco che possa saltare l'uomo, o anche due durante la partita».

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