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OPINIONI 17 Novembre Nov 2014 1628 17 novembre 2014

Italia-Croazia, Totti: «Riportiamo i bambini allo stadio»

Il capitano della Roma: «I miei hanno paura, e hanno ragione». L'Uefa, intanto, prepara le sanzioni.

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Francesco Totti alla consegna del premio Il bello del calcio.

Fumogeni, petardi, cariche. I fatti di Italia-Croazia preoccupano anche Francesco Totti: «Ogni tanto i miei figli mi dicono 'ho paura, non vengo allo stadio'. Purtroppo è la verità», ha detto il capitano della Roma ricevendo il premio 'Il Bello del calcio' a Milano e sottolineando che «dobbiamo riportare e famiglie allo stadio. Il calcio deve essere divertimento, sfogo, e i bambini ci trasmettono calore. Vedendolo dal campo, noi possiamo giocare ancora meglio».
«IL PIACERE DI UNA SOLA MAGLIA». Totti ha poi spiegato che il giorno dell'addio al calcio, per lui, non è più così lontano: «Mi diverto in allenamento, vuol dire che ho ancora voglia di giocare: quando arriverà il momento giusto, fra poco, mi metterò da parte. Ho avuto il piacere di giocare con un'unica maglia, ho vinto meno di quanto potevo ma sono contento lo stesso. Anzi, pure di più forse».

L'Uefa prepara sanzioni

Il fumo provocato dai fumogeni lanciati dai croati in campo.

Intanto, anche se non ha ancora ufficialmente aperto un fascicolo disciplinare, l'Uefa vigila e prepara sanzioni severe. «Attendiamo ancora alcuni documenti, in particolare i rapporti dei delegati prima di aprire ufficialmente un'inchiesta», ha detto il servizio stampa della Confederazione europea. Il quale ha comunque precisato: «L'Uefa è ovviamente informata degli incidenti e l'inchiesta partirà probabilmente entro breve». Come al solito, l'Uefa non si è sbilanciata sulle possibili sanzioni.
RISCHIO PORTE CHIUSE. «Bisogna prima capire quali sono i capi di accusa», ha precisato il servizio stampa, ma appare chiaro che la Croazia rischia molto. Forse non lo 0-3 a tavolino, in quanto la gara è stata portata a termine, ma una o più gare a porte chiuse certamente. Nonché un probabile divieto di trasferta per i propri tifosi. La Figc, seppur in minor misura, non è però esente da colpe. Tocca alla federazione ospite garantire la sicurezza, quindi probabile che l'inchiesta dell'Uefa riguardi anche possibili «carenze organizzative» da parte italiana. Difficile evitare una forte multa e forse anche una chiusura parziale dello stadio in occasione della prossima gara casalinga della nazionale. Il precedente più celebre riguarda la gara Italia-Serbia a Genova nell'ottobre del 2010. In quell'occasione la gara venne definitivamente interrotta per le intemperanze dei tifosi serbi. L'Uefa diede gara vinta a tavolino (3-0) all'Italia, la Serbia fu anche punita con due gare a porte chiuse (una con la condizionale). All'Italia venne comminata una gara a porte chiuse che non venne però scontata perché a beneficio della condizionale.

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