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SPORT E VIOLENZA 17 Novembre Nov 2014 1900 17 novembre 2014

Razzi a San Siro, polemica Malagò-Galliani sui controlli

Il presidente Coni: «Come sono entrati?», l'ad Milano replica: «Facile criticare». 17 i fermati per i disordini.

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Un pompiere interviene per rimuovere i fumogeni sul campo di San Siro.

Il day after di San Siro, dopo i petardi e i 17 arresti per i disordini durante Italia-Croazia, è segnato dalle polemiche sulla sicurezza e sui controli allo stadio.
«Chi ha la gestione e la responsabilità dell'organizzazione delle partite, deve fare tesoro di questa vicenda», ha sottolineato il presidente del Coni Giovanni Malagò.
REPLICA DA GALLIANI. Malagò ha sottolienato come sia palese «una responsabilità oggettiva della Federazione croata, ma bisogna capire bene come mai ci fosse la possibilità di lanciare questi razzi in campo, una cosa che fa riflettere».
«Criticare è facile, difficile è fare. Non mi sento di muovere critiche», ha commentato l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani che ha replicato come siano «domande da rivolgere alla polizia, a chi controlla l'ordine pubblico e fa fatica a mantenerlo perché il 98% delle persone allo stadio sono tranquillissime».
Sul piano strettamente giuridico il gip ha a sua disposizione 48 ore per interrogare gli ultras fermati e convalidare l'arresto.
Tutti comunque saranno sottoposti al Daspo e al divieto di soggiorno in Italia.
ACCUSE DI VIOLENZA. Sono accusati, in particolare, di violenza e minacce nei confronti degli steward dello stadio, addetti ai controlli, di lancio di oggetti pericolosi, come i fumogeni e i razzi, e di resistenza a pubblico ufficiale.
Gli pseudo-tifosi avrebbero, infatti, aggredito gli steward, rendendosi anche protagonisti di un lancio di oggetti contro di loro e contro le forze dell'ordine fra cui appunto le bombe carta.
A loro viene contestato, in particolare, il reato previsto dalla legge 401 dell''89 che punisce la «violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive», equiparati ai pubblici ufficiali.
RISCHIANO 15 ANNI. Tra gli arrestati c'è un uomo di 31 anni, mentre gli altri hanno tutti un età compresa tra i 19 e i 24 anni: rischiano di essere condannati a pene comprese tra i 3 e i 15 anni di carcere.
A stemperare il clima ci pensa il questore Luigi Savina: «Vorrei ringraziare tutti gli agenti impegnati nel servizio, uomini che hanno lavorato dalle 12 a mezzanotte per garantire la sicurezza in città. E infatti in città non è accaduto nulla, non c'è stato alcun problema, diversamente da quanto scritto da alcune testate».
Secondo il questore i tafferugli hanno riguardato solo lo stadio e l'area attorno.

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