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TENDENZE 25 Novembre Nov 2014 1747 25 novembre 2014

Gran Bretagna, boom del calcio femminile

A Wembley 55 mila per vedere Inghilterra-Germania femminile. Il movimento cresce.

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La nazionale di calcio femminile inglese.

C’erano 55 mila persone sedute sugli spalti dello stadio di Wembley a Londra, per vedere la partita di calcio femminile Inghilterra-Germania il 23 novembre 2014.
E poco importa che l’amichevole sia finita 0-3 per le tedesche: per la prima volta in un match di calcio femminile la richiesta di biglietti ha superato ogni aspettativa.
«La partita di domenica è un pezzo di storia», ha dichiarato felice Jacqui Oatley, prima commentatrice donna di calcio nella storia della Bbc.
«È stato il momento in cui tutti si sono accorti che la domanda c’è anche per il calcio femminile», ha aggiunto.
L’amichevole Inghilterra-Germania è solo l’ultima conferma dell’esponenziale crescita di popolarità del calcio femminile, almeno tra gli inglesi.
MIGLIAIA DAVANTI ALLA TIVÙ. Assieme alle 55 mila persone presenti a Wembley, altre decine di migliaia hanno guardato il match live sul canale televisivo Bbc2; i giornali, inoltre, non hanno mancato di far notare che lo stadio non ha riempito tutti i suoi 70 mila posti soltanto a causa di una limitazione sul numero massimo di biglietti acquistabili per l’evento, per motivi di sicurezza legati ad alcuni lavori stradali e sui trasporti che avrebbero intasato le strade.
Quella del calcio femminile inglese è una rivoluzione in uno sport tradizionalmente giocato da uomini, iniziata con l’apertura alle donne dello sport più popolare del mondo appena 50 anni fa, nel 1921.
LA LEGA CREATA NEL 2011. Da quel momento a oggi, da quando cioè il calcio era considerato «non adeguato alle donne» alla partita del 23 novembre, sono stati fatti passi da gigante: la svolta è arrivata però nel 2011 con la creazione della Women’s Super League (Wsl), la prima lega professionale di calciatrici in Inghilterra.
È stato soprattutto grazie alla professionalizzazione di campionati e club che le 80 squadre femminili registrate nel 1993 sono presto diventate le 5.143 di oggi.
1,4 MILIONI DI BRITANNICHE GIOCANO. Negli anni il calcio è diventato il più popolare sport femminile inglese, e persino il terzo più grande sport a squadre d’Inghilterra, dietro soltanto al calcio e al cricket maschile: in totale sono 1,4 milioni le donne britanniche che ogni domenica si mettono le scarpe coi tacchetti e scendono in campo.
E sempre di più sono gli appassionati: già all'Olimpiade di Londra 2012, Wembley si era riempito di una folla di 70 mila persone per la partita della nazionale femminile contro il Brasile, vinta 1-0.

Le star? Roche, Houghton e Williams

Fara Williams, star del calcio femminile in Inghilterra e giocatrice della nazionale.

«Abbiamo avuto un grande interesse al tempo dell'Olimpiade, ma l’amichevole del 23 novembre contro la Germania ha dimostrato che ci sono fan di questo sport, senza dover contare sull’effetto eco di altre discipline», ha commentato la direttrice del National game and women’s footbal della Football Association (Fa), Kelly Simmons.
Se nel 2012 la Fa ha lanciato un programma di cinque anni volto a rivoluzionare il calcio femminile, soprattutto regolando meglio club e strutture calcistiche, di modo da non sprecare il talento delle ragazzine più dotate, è in realtà nell’ultimo anno che si sono compiuti passi da gigante.
La giocatrice irlandese Stephanie Roche è stata nominata per il prestigioso Puskas Award della Fifa: cioè candidata per il miglior gol dell’anno.
SULLA COVER DI SHOOT MAGAZINE. Steph Houghton, che gioca in difesa nel Manchester City Women, è diventata la prima donna a finire sulla cover di Shoot magazine; anche se la calciatrice inglese più nota resta sempre lei: Fara Williams.
Non bisogna immaginare però che queste atlete vengano ricoperte di oro come la controparte maschile: al massimo di sponsor e accordi di ingaggio, le giocatrici inglesi arrivano a guadagnare fino a 50 mila sterline all’anno, più o meno quanto il capitano della nazionale maschile, Wayne Rooney, mette in banca al giorno.
FARA, UN PASSATO DA SENZA TETTO. La stessa Fara Williams, a inizio carriera, ha vissuto per sette anni come senza tetto, priva di una casa dove tornare tra una partita e un allenamento.
Eppure è anche per questo che il calcio femminile piace al pubblico, perché non è ancora stato stravolto da ingaggi milionari.
Troppi club però contano sulle giocatrici part time, e soltanto Manchester City e Liverpool hanno iniziato a offrire contratti che permettono alle atlete di allenarsi a tempo pieno, di fare ovvero del calcio una professione.
VERSO UN AMENTO DEI PREZZI. Un modo per finanziare lo sport potrebbe essere l'innalzamento dei prezzi del biglietto: in media vedere una partita di calcio femminile della Wsl costa 31,13 sterline per gli adulti, e pochi pounds per i bambini, contro le 508,55 raggiunte dalla Premier league maschile.
Lo sbilanciamento insomma è ancora evidente, ma la passione dei tifosi è tanta. Ed è proprio ciò su cui il calcio femminile può contare: «È questa la sfida più grande», ha concluso Oatley.
«I club devono concentrarsi sul marketing, per far vedere a tutti quanto lo standard del gioco è aumentato».

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