Motori 2 Dicembre Dic 2014 1203 02 dicembre 2014

Venturi fa l'alternativa

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Nel pianeta automotive, tra le ricorrenze del 2014 c'è il trentesimo compleanno di un piccola marchio che, però, ha prodotto alcuni modelli bellissimi. Pur senza incontrare il favore del mercato. È la Venturi, casa costruttrice fondata nel 1984 a Couëron, in Francia, che dal 2001 ha il suo quartier generale a Monaco. Giornalemotori.it ha ripercorso la sua storia. OGNI MODELLO IN POCHI ESEMPLARI. La Venturi è nata nel 1984 come MVS, acronimo di Manufacture de Voitures de Sport, fondata dagli ingegneri francesi Claude Poiraud e Gérard Godfroy con l'obiettivo di rivaleggiare con le Gran Turismo prodotte da Ferrari, Porsche e Bugatti. La produzione del marchio fin dall'inizio si orienta dunque verso berlinette berlinette a motore centrale PRV, ovvero un propulsore nato negli anni Settanta dalla collaborazione tra Peugeot, Renault e Volvo, costruito dalla sussidiaria Française de Mécanique. Ogni modello viene realizzato in poche decine di unità e di queste vetture la Venturi propone anche le rispettive versioni aperte: i primi ad essere prodotti sono la 200 Coupé e la 200 Spider, mentre nel 1989 inizia la serie delle 260 Coupé che, realizzata anche nelle versioni speciali Atlantique e LM, viene prodotta fino al 1996 in 188 esemplari. Nello stesso periodo, la Venturi realizza anche la serie Transcup, proposta in cinque motorizzazioni, da 160 a 260 Cv. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] VETTURE STRADALI E DA COMPETIZIONE. Oltre a modelli stradali, la Venturi realizza anche vetture da competizione, come la 400 Trophy, prodotta dal 1992 al 1994 e capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi. Da questa versione corsaiola ne nasce subito dopo un'altra, stradale, che può essere considerata una delle migliori sportive francesi del dopoguerra: la 400 GT, di cui esistono appena tredici esemplari. Sullo stesso pianale nasce la 300 Atlantique, in pratica l'erede della serie 260, presentata nel 1996, anno in cui quest'ultima esce di produzione. Una vettura che in seguito evolve nelle versioni Biturbo e GTR, pensata per le competizioni. Dove la Venturi figura anche con le 500 LM e 600 LM, messe a punto per partecipare alla 24 Ore di Le Mans. LA SVOLTA CON I VEICOLI SPERIMENTALI. Acquisendo quote del team Larrousse, la Venturi a inizio anni Novanta sia affaccia in Formula 1, senza però ottenere risultati brillanti. Anche nelle vendite le cose vanno male e così l'azienda finisce in liquidazione. A salvarla è nel 2000 il magnate monegasco Gildo Pallanca Pastor, che decide di utilizzare il marchio per commercializzare vetture sperimentali dotate di motori alternativi, ma sempre caratterizzate da design sportivo. Nasce così la Fetish, che nel 2007 è in pratica la prima due posti elettrica al mondo, seguita dalla Volage, con la stessa alimentazione ma Gran Turismo. Senza dimenticare la America, una sorta di prototipo crossover-buggy, sempre elettrico, spinto da 400 cavalli. Attualmente la Venturi è impegnata anche nella realizzazione di mezzi ben più estremi: come la Astrolab, il primo veicolo ibrido ad energia elettrica/solare, la Eclectic, che si sposta grazie all'energia solare e a quella eolica, e la Antarctica, un mezzo a zero emissioni pensato per operare in condizioni di freddo estremo. Accanto ad esse, merita una citazione le Jamais Contente, vetture sperimentali prodotte dalla casa monegasca con l'obiettivo di battere il record del mondo di velocità per veicoli ad alimentazione elettrica: in pratica, missili su quattro ruote che, spinti da 3.000 CV, sono in grado di superare i 500 km/h. Un chiaro omaggio alla vera Jamais Contente, auto elettrica costruita nel 1899 ed entrata nella storia per essere stata la prima auto a superare i 100 km/h.

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