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RIVELAZIONI 4 Dicembre Dic 2014 1700 04 dicembre 2014

Calcio, Pruzzo choc: «A volte penso al suicidio»

L'autobiografia dell'ex bomber: gol e demoni. «Mi viene a trovare l'uomo nero, per fortuna ci sono gli amici».

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L'ex calciatore Roberto Pruzzo.

Lo spettro della depressione sulle spalle di un altro ex calciatore. Nella sua autobiografia Roberto Pruzzo, centravanti protagonista del secondo scudetto della storia giallorossa, si è lasciato andare a confessioni choc e rivelato di pensare a volte al suicidio. «Ogni tanto penso che sia giunto il momento di togliermi dai co..., un po' perché sono stanco, un po' perché ho voglia di non rompere più le palle a nessuno. Ma poi accadono quelle cose che ti fanno pensare che è più forte lo spirito di sopravvivenza», è uno dei passaggi del libro Bomber in cui l'ex centravanti del secondo scudetto romanista, persona da sempre di carattere introverso, ha raccontato le sue angosce assieme ai successi e agli insuccessi di una vita.
«L'uomo nero ogni tanto mi viene trovare», è un altro dei passaggi del libro di Pruzzo, «ma per fortuna ci sono i miei amici di Dezza, cacciatori di un paese vicino a Lucca». «Amici di tutta una vita», spiega l'ex giocatore, «che mi invitano a mangiare i tordi e le beccacce, quelli con cui cazzeggiamo tra uomini, gli stessi che riescono a farmi tornare il sorriso».
«LE VITTORIE SONO VOLATE VIA, RESTANO SOLO LE SCONFITTE». «La vita continua ad essere una sfida, come quand'ero sul campo, innanzitutto con me stesso». E cioè con i suoi demoni, tanti quanti i gol che Pruzzo ha segnato in quindici anni di carriera con Genoa, Roma, Fiorentina e maglia azzurra. E ora tutti insieme - gol segnati e sbagliati, esultanze e arrabbiature, ricordi belli e, soprattutto, brutti - hanno riempito le pagine della sua biografia, scritta con Susanna Marcellini per Ultra Sport.
Una storia bella e crudele in cui il bomber, appunto, non ha fatto sconti prima di tutto a se stesso. «Cosa mi resta della mia carriera da centravanti? I gol sbagliati e le sconfitte. Delle vittorie ho goduto poco, perché sono subito volate via. Le sconfitte no, sono rimaste qui. E ancora ci combatto. La retrocessione in B del Genoa causata anche da un mio rigore sbagliato e la finale di Coppa Campioni persa con il Liverpool (nonostante il mio gol...) ancora mi vengono a trovare ogni tanto».

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