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SCHEDA 16 Dicembre Dic 2014 0000 16 dicembre 2014

Roma 2024, le città che sognano l'Olimpiade

Non solo la Capitale. Anche Milano, Firenze e Napoli. E la Sardegna. Ecco chi potrebbe ospitare degli eventi.

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Il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Roma si candida a ospitare i Giochi Olimpici del 2024, ma a sognare non è soltanto la Capitale. L'assemblea straordinaria del Cio, svoltasi a Montecarlo l'8 e il 9 dicembre, infatti, ha rivoluzionato i criteri adottati fino ad ora, introducendo la possibilità di presentare una candidatura delocalizzata su cui il Coni ha in programma di iniziare a lavorare con il Cio a partire dal 15 gennaio 2015 (giorno in cui formalmente comincia la 'fase ad invito' per le città interessate).
MEDAGLIE TUTTE A ROMA. Sperano quindi anche Firenze, Milano, Napoli e le altre. Restano alcuni paletti invalicabili (per evitare soprattutto che gli atleti siano costretti a continui spostamenti): le gare degli sport individuali si svolgono nella città principale e tutte le medaglie devono essere assegnate a Roma, a eccezione della vela che potrebbe essere disputata in Sardegna.
Le nuove regole, invece, concedono maggiore libertà d'azione per le fasi eliminatorie degli sport di squadra, così come già accadeva per il calcio. Firenze, quindi, potrebbe ospitare la pallavolo, Napoli la pallanuoto, Milano potrebbe accogliere il basket e offrire la cornice di San Siro al pallone, anche per una delle semifinali (l'altra deve essere giocata a Roma).
OTTO STADI PER IL CALCIO. Per il calcio possono essere utilizzati otto stadi in otto città differenti: tocca alla Fifa sceglierne unilateralmente quattro, oltre alla Capitale.
Quasi impossibile che uno degli impianti sia lo Juventus Stadium, visto che è uno stadio di proprietà. Ma Torino, città dei Giochi Invernali del 2006, potrebbe comunque ospitare qualche disciplina. «Chi resterà esclusa, non si offenda. I personalismi vanno messi da parte», ha detto Malagò a margine della cerimonia dei Collari d'Oro in cui è stata annunciata la candidatura.
La delocalizzazione è permessa, ma l'intenzione del Coni è di non strafare perché un'italianizzazione eccessiva potrebbe far perdere forza alla candidatura di Roma.

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