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RITRATTO 23 Dicembre Dic 2014 1621 23 dicembre 2014

Zdenek Zeman: goleade ed esoneri, la carriera del mister

Il boemo cacciato pure a Cagliari. Storia di un uomo contro e amato dalle folle.

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Zdenek Zeman.

Il luna park Zeman spegne le luci. E non è una novità per il tecnico boemo, che a 67 anni vive l'ennesimo esonero di una carriera fatta di calcio spettacolo e sconfitte: un'altra pagina amara per Zeman, sbarcato a Cagliari lo scorso 2 luglio con la mission di ripetere i miracoli di Foggia e Pescara nel nome del calcio 'champagne'.
UNICO TRIONFO A MILANO. Era tornato su una panchina di serie A dopo l'esonero dell'1 febbraio 2013, quando allenava la Roma, ma è finita come allora. I deludenti risultati del suo Cagliari, che pure alla quinta partita aveva espugnato San Siro con un sorprendente 4-1 ai danni dell'Inter, hanno indotto Tommaso Giulini a prendere la più difficile delle decisioni, perché non è facile dare il benservito a un personaggio come Zeman, carismatico e ben visto dalla tifoseria.
FATALI LE RINUNCE CONTRO LA JUVE? Determinante, forse, nella decisione della dirigenza sarda, la scelta, fatta una contro la Juve, di abbandonare il suo marchio di fabbrica, il 4-3-3, a favore di un più accorto 4-4-2, con una formazione imbottita di difensori e in contrasto con il progetto tecnico che aveva portato il presidente Giulini sei mesi fa a puntare su di lui.
DA SEMPRE CONTRO IL SISTEMA. L'uomo dal carattere introverso, taciturno, sempre avvolto nel fumo delle sue sigarette, pensieroso, è un emblema del calcio, una specie di filosofo, con un'etica che non sempre è andata d'accordo con tante delle regole non scritte che reggono il sistema calcistico. Si ricordano le sue polemiche sull'abuso di farmaci, le critiche alla Juve, i taglienti giudizi su Calciopoli e Moggi.
CON L'ITALIA DEL TIFO AMORE O ODIO. Con le sue prese di posizione ha sempre diviso il pubblico fra ammiratori e detrattori, amici e nemici. Fautore di un calcio tutto attacco e brillantezza, Zeman è l'inventore di una spettacolare applicazione del modulo di gioco 4-3-3, capace di dare grandi soddisfazioni in attacco, ma anche foriera di parecchie grane in difesa.
LIMITI DELLA ROSA ROSSOBLÙ. Al Cagliari le cose non sono andate per il verso giusto, forse anche a causa di una rosa non proprio fortissima: solo 12 punti e un terzultimo posto che non soddisfa. Ai tanti gol fatti, finora 21, cioè gli stessi del Genoa che è sesto, solo uno meno della Sampdoria che è terza, fano da contraltare i 29 subiti. Solo Cesena e Parma, che ne hanno presi 30 e 36, hanno fatto peggio e non a caso sono i fanalini di coda della serie A.
SCOPRITORE DI TANTI TALENTI. L'esonero arrivato anche a Cagliari è una delle tante delusioni, che Zeman ha alternato a buoni risultati (fu secondo e terzo con la Lazio nel 1994 e 1995) e mirabolanti vittorie con squadre di B ('Zemanlandia' definirono il Foggia portato in A nel 1990 dopo una stagione travolgente, idem nel 2011 col Pescara) spesso alla guida di giovani sconosciuti da lui trasformati in guerrieri e talvolta in campioni: Immobile e Insigne sono passati per le sue mani. Prima di loro Nesta e Nedved, Di Vaio, Osvaldo, Vucinic e Bojinov, e tanti altri. L'ultima volta Zeman fu esonerato dalla 'sua' Roma nel 2013, per la quinta volta in carriera costretto ad arrendersi alla dura legge del calcio che, a prescindere, fa pagare ai tecnici i deludenti risultati in campo. Quando nel febbraio 2013 lasciò i giallorossi, chiesero a Zeman se pensasse di smettere, lui col suo solito stile rispose «mi devono sparare». Chissà stavolta che cosa dirà.

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