Motori 24 Dicembre Dic 2014 1014 24 dicembre 2014

Maledette auto

Gioventù Bruciata, tornata nelle sale a novembre, consacrò James Dean, che morì poco dopo al volante della sua Little Bastard. Ma non è stato l'unico a perdere la vita al volante.

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Astrid di Svezia era diventata regina del Belgio quando morì a bordo di una Packard One-Twenty. A novembre Gioventù Bruciata è tornato nelle sale in versione restaurata e in lingua originale sottotitolata, grazie al progetto di distribuzione promosso dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del ciclo «Il Cinema Ritrovato. Al Cinema». Girata nel 1955, la pellicola consacrò James Dean come simbolo della ribellione giovanile: appassonato di motori, bello e dannato, l'attore trovò la morte il 30 settembre dello stesso anno, ad appena 24 anni, mentre era alla guida della sua Porsche 550 Spyder. Purtroppo, James Dean è solo uno dei tanti personaggi famosi che hanno perso la vita in incidenti automobilistici. E che, tragicamente, hanno legato il loro nome ad una vettura “maledetta”. LA MALEDIZIONE DELLA LITTLE BASTARD La Porsche costruì appena novanta esemplari della 550 Spyder, e quella guidata da James Dean al momento della sua morte, soprannominata “Little Bastard” per le incredibili prestazioni di cui era capace, grazie anche ad alcune modifiche, è senza dubbio la più famosa. L'incidente fatale, uno scontro con una Ford Custom Tudor che gli tagliò la strada, si verificò a Cholame, in California, dove James Dean si trovava per partecipare ad una gara proprio con la Little Bastard. Che, successivamente, non mancò di onorare il suo soprannome, acquisendo la fama di auto maledetta: trasportata da un camion, la Porsche si sganciò dai sostegni, spezzando la gamba di un meccanico, successivamente il motore fu acquistato da un pilota dilettante durante una gara perse il controllo della vettura investendo un giudice e uccidendolo sul colpo. Un terzo appassionato montò i semiassi posteriori sulla sua auto e, dopo un incidente, rimase paralizzato, mentre un ladro che la voleva rubare si ferì con un pezzo di lamiera e dovette subire l'amputazione di un braccio. Carrozzeria e telaio furono poi usati per una mostra itinerante sulla sicurezza stradale: durante un trasferimento, il camion che la trasportava fu tamponato, la Little Bastard schizzò fuori e travolse un altra vettura, uccidendone il conducente. Poi, nel 1960, la Porsche di James Dean scomparve misteriosamente, mentre su un treno veniva trasportata a Los Angeles. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] AUTO FATALI PER LE TESTE CORONATE Dalla cronaca rosa a quella nera, incidenti stradali sono stati fatali anche per teste coronate. Come Lady Diana che, assieme al compagno Dodi al-Fayed, morì il 31 agosto 1997 schiantandosi contro il tredicesimo pilastro del tunnel dell'Alma, a Parigi, mentre viaggiava a bordo di una Mercedes Classe S terza serie. Anche Grace Kelly, altra icona del XX secolo, morì in un incidente automobilistico, precipitando in una scarpata mentre viaggiava verso Monaco alla guida della sua Rover 3500 V8 S, il 13 settembre 1982. Stessa sorte per Astrid di Svezia, regina del Belgio in quanto consorte di Leopoldo III, alla guida di una Packard One-Twenty decappottabile che uscì di strada e si schiantò contro un pero in Svizzera, nel 1935. DA FAST AND FURIOUS A JACKASS Ironica, nella tragedia, la fine di Marc Bolan, leader dei T. Rex ed icona del glam rock britannico: morì all'alba del 16 settembre 1977, dopo che la Mini 1275GT su cui viaggiava, guidata dalla fidanzata Gloria Jones, andò contro un albero a causa dello scoppio di uno pneumatico. Bolan non aveva mai preso la patente, proprio per paura di morire in un incidente stradale. Protagonista della serie di Fast and Furious, Paul Walker invece adorava anche nella vita reale le auto belle, costose e veloci: come la Porsche Carrera GT guidata da un amico e a bordo della quale è morto il 30 novembre 2013, a Los Angeles. Ancora su una Porsche, ma la 911 GT3, viaggiava Ryan Dunn, uno dei protagonisti della serie Jackass, quando morì nei pressi di Philadelphia nel 2011. La sex symbol Jayne Mansfield, rivale di Marilyn Monroe, perse la vita nel 1967, ad appena 33 anni, quando la Buick Electra sulla quale viaggiava tamponò un autoarticolato sulla strada per New Orleans. GLI ITALIANI GAETANO, BUSCAGLIONE E SCIREA Helmut Newton perse la vita nel 2004 sulla sua Cadillac SRX schiantandosi su un muro della Chateau Marmont, l'hotel dove nel 1982 venne trovato morto John Belushi. Ricordando come ad Albert Camus sia stato fatale, nel 1960, un incidente mentre era a bordo di una Facel Vega FV3B, e a Jackson Pollock, nel 1956, uno schianto sulla sua Oldsmobile Rocket 88, è impossibile non citare alcuni italiani celebri morti in incidenti stradali. Rino Gaetano, ad esempio, che perse il controllo della sua Volvo 343 e si scontrò contro un camion il 2 giugno del 1981, oppure Fred Buscaglione. Anche lui andò a finire contro un camion, ancora a Roma e sempre di notte, all'alba del 3 febbraio 1960, al volante di una Ford Thunderbird. Meno sportiva l'auto sulla quale nel 1989 perse la vita Gaetano Scirea, che si trovava in Polonia per visionare per la Juventus, il Gornik Zabrze: una Polski Fiat 125p che, tamponata, prese fuoco perché aveva nel baule quattro taniche di benzina utilizzabili in caso di necessità. Nella galleria di Giornale Motori, le auto 'maledette' di questo articolo.

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