Motori 27 Dicembre Dic 2014 1058 27 dicembre 2014

Come ricaricare auto elettrica in casa

I veicoli normalmente sostano nel box o posto auto diverse ore al giorno e per i possessori di auto elettriche, la casa diventa il punto di ricarica principale

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Ricaricare l'auto elettrica a casa è possibile, comodo e conveniente I veicoli normalmente sostano nel box o posto auto diverse ore al giorno e per i possessori di auto elettriche, la casa diventa il punto di ricarica principale ed è anche il più conveniente. Ricaricare la propria auto elettrica in casa è possibile, se si prendono i giusti accorgimenti. Solitamente le prese domestiche (tipo Schuko) sono compatibili per ricaricare l’auto, ma non consigliabili per due motivi:

  • impiegano molte ore (circa 12) per effettuare una ricarica completa o parziale (in gergo “biberonaggio”);
  • sono sottoposte a un sovraccarico che potrebbe creare corto circuiti soprattutto di notte, momento della giornata in cui si predilige la ricarica, ma è anche il momento meno presidiato.
L’installazione di una presa CEE industriale già offre una buona soluzione, anche se ideale è l’installazione di un “wall box” o colonnina di ricarica che si può prendere in comodato d’uso presso il fornitore di energia e che permette tempi di ricarica più veloci, minor carico sull’impianto elettrico domestico, ma anche risparmio con tariffe flat o impiego di smart card universali da impiegare anche per le ricariche in esterno. I costi di ricarica a casa – considerando un impianto elettrico domestico standard con una potenza di 3 kW, una rete a 230 V e un costo medio di 0,15 centesimi per kWh – si aggirano sui 3 € a ricarica completa. Molto dipende anche dal tipo di vettura. Per ricaricare una Citroen C-Zero dotata di una batteria da 16 kWh con un’autonomia dichiarata di 100 km i costi si stimano in 1,90 €, mentre per una Nissan Leaf con autonomia di 160 km, i costi di ricarica stimati sono pari a 2,88 € sulla presa di casa. Quando si acquista un’auto elettrica non è necessario contattare il proprio gestore di rete perché l’auto diventa un elettrodomestico come gli altri, inoltre non servono né permessi né autorizzazioni. Il gestore di rete entra in causa se si desidera richiedere un aumento di potenza della rete domestica con conseguente cambiamento delle tariffe o se si decide di optare per l’installazione di una colonnina di ricarica apposita. Un parametro importante per rendersi conto dei consumi reali è il rapporto Km/kWh (chilometri per chilowattora) che è l’equivalente del rapporto km/l (chilometri a litro). I veicoli elettrici attualmente hanno consumi dichiarati di circa 6-8 km/kwh: supponendo che un kWh costa tra 0,15 e 0,25 centesimi, con 1 € si percorrono tra i 32  e i 48 km.

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