Motori 5 Gennaio Gen 2015 1816 05 gennaio 2015

Mini apre le (cinque) porte alla famiglia

Per la 'piccola' inglese (ora di proprietà Bmw) arrivano due porte in più e più spazio per bagagli e passeggeri. Ecco la versione con il motore a tre cilindri benzina.

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1. Mini Cooper 5 porte. Cresce anche il bagagliaio: 278 litri, 67 in più rispetto al modello a 3 porte. Presentata al pubblico il 25 ottobre 2014, la Mini cinque porte pare aver centrato l’obiettivo: conservare il fascino sportivo e giovane della versione tre porte ma aggiungere due porte per semplificare la vita dei passeggeri posteriori e conquistare qualche famiglia in più. La linea della versione 5 porte è decisamente riuscita: a parte i gusti di chi scrive, girando per Milano con l’auto in prova (la versione Cooper con motore tre cilindri di 1.499 cc e 136 CV, a listino a 21.500 euro), che aveva una vistosa colorazione rossa e due strisce longitudinali nere, abbiamo attirarato lo sguardo di numerosi passanti incuriositi. Rispetto alla versione a tre porte, la Mini 'familiare' allunga il passo di 72 mm, tutti destinati alle gambe dei passeggeri posteriori, che godono anche di 15 mm in più per la testa e di 61 mm in più di larghezza all’altezza dei gomiti. È cresciuto anche il  bagagliaio: 278 litri, 67 in più rispetto al modello a 3 porte, con la possibilità del divanetto posteriore bipartito e ribaltabile nel rapporto 60:40; tra gli optional ci sono il pacchetto porta-oggetti, che comprende anche il pianale del bagagliaio a fissaggio variabile. ABITACOLO DI PREGIO Gli interni della Mini cinque porte hanno le stesse caratteristiche qualitative della gamma del marchio britannico: materiali e plastiche sono di alta qualità, ben assemblati e completamente esenti da scricchiolii. Il posto guida è regolabile come un abito sartoriale ed è in grado di accogliere piloti di ogni taglia; certo, lo spazio è quello che è: se il pilota è sopra i 185 cm, dietro può sedere al massimo un bambino. Inoltre il posto centrale posteriore è di fatto inutilizzabile, a causa del tunnel centrale e del mobiletto con portabibita. A colpire è soprattutto l’intelligente disposizione della strumentazione che offre tutte le informazioni necessarie al pilota. Sul piantone dello sterzo trovano posto gli indicatori analogici di velocità e numero di giri, e le barre luminose del livello del carburante; c’è anche un display a colori che offre numerose informazioni selezionabili con il pulsante sulla sommità della leva degli indicatori di direzione. Al centro della plancia, invece, un display TFT di varie dimensioni (fino a 8,8 pollici) offre le informazioni del navigatore, e dei sistemi di entertainment, di telefonia e della vettura; si comanda con il Mini Controller montato sulla console centrale, dietro la leva del cambio. Nuovo è poi il Mini Head-Up-Display che visualizza le informazioni principali sulla guida su un display che fuoriesce nella sezione superiore della plancia, tra il parabrezza e il volante: ci sono anche le indicazioni fornite dal navigatore. CARATTERE VARIABILE Alla base della leva del cambio della vettura in prova c’era il commutatore del Mini Driving Modes (optional), che consente di variare la taratura della vettura tra tre opzioni: Standard, Sport, e Green Mode, da utilizzare quando si vuole risparmiare carburante. La modalità influenza la risposta al pedale dell’acceleratore e dello sterzo, e, nel caso del cambio automatico Steptronic, la dinamica di cambio-marcia. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] PER SEGUIRE CHI PRECEDE Tra gli innovativi sistemi di assistenza del guidatore è il Driving Assistant (optional). Il sistema regola la velocità (anche agendo sui freni) per mantenere costante la distanza dal veicolo che precede, sfruttando una telecamera montata sull’anteriore; è possibile impostare la distanza dal veicolo che precede su quattro livelli, agendo su due tasti al volante. C’è anche un sistema per evitare il rischio di tamponamento: quando subentra una situazione critica, il guidatore viene invitato a reagire, inizialmente attraverso un avvertimento ottico sotto forma di un simbolo grafico nella strumentazione combinata e, successivamente, da un segnale acustico. Inoltre, nella guida in città, in caso di rischio di collisione con un pedone o di tamponamento, viene attivato un processo di frenata automatico. SU STRADA La versione in prova non è la più veloce del listino Mini, ma i 136 CV di cui era dotata ci hanno consentito di apprezzare le doti della cinque porte. Che non si discostano molto da quelle della tre porte: forse il famoso go-kart feeling è un poco meno accentuato, visto l’aumento dell’interasse e del peso, ma questa Mini è decisamente sempre divertente. La posizione di guida è praticamente perfetta: non troppo bassa da essere scomoda, e con sedili che trattengono molto bene busto e gambe nelle curve più accentuate. Il volante ha una corona piacevolmente spessa e be conformata che dà una netta sensazione di controllo. E lo sterzo è sempre preciso e molto reattivo. Anche il motore è stato una piacevole sorpresa: il tre cilindri ha dimostrato un certo brio anche ai regimi più bassi (1.500-2.000), una spiccata vivacità a quelli intermedi, e poi una tendenza della curva di potenza ad appiattirsi via via che il numero di giri sale, tanto da indurre a cercare la marcia superiore evitando d’insistere troppo. Anche il cambio ci è piaciuto molto: preciso, con una corsa corta e netta, consente cambiate veloci nella guida più rapida. L’unico appunto va al pedale della frizione: ha una corsa un po’ troppo lunga ed è abbastanza pesante (nelle lunghe code si finisce per ritrovarsi con la pianta del piede indolenzita). Tra le curve, la Mini è come sempre molto divertente: con pochissimo rollio, sembra quasi incollata a terra, con abbastanza verve per uscire dalle curve con spinta sufficiente per affrontare la successiva con piglio aggressivo. Quanto alle prestazioni, la Casa dichiara un tempo di 8,2 secondi per lo (0–100 km/h e una velocità massima di 207 km/h, due valori che ci sono sembrati plausibili. Una volta in autostrada, a 130 km/h il motore gira a circa 2500 giri: l’abitacolo è silenzioso, a parte un leggero rumore di rotolamento, dovuto in gran parte alle gomme invernali montate sulla nostra vettura.

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