Motori 12 Gennaio Gen 2015 1820 12 gennaio 2015

I motorini tra storia, tradizione e declino

Dal dopoguerra fino ai giorni nostri, i 'cinquantini' che hanno segnato un'epoca. E che ora sono in crisi.

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La Vespa Primavera. Per decenni sono stati il sogno degli adolescenti italiani, ma dal picco di vendite di fine Anni 90, il declino è stato inesorabile. I «motorini» sono ormai il tallone d'Achille del mercato delle due ruote. A fronte del boom dei cosiddetti maxiscooter, dai 685.962 mezzi immatricolati nel 1998, si è arrivati agli appena 25mila dell'anno appena concluso. Un tempo le moto con 50 cm³ di cilindrata erano uno status symbol soprattutto per i più giovani che oggi preferiscono trascorrere il tempo libero su smartphone, tablet e computer. CRISI MONDIALE E COSTI ELEVATI Ma il declino non cominciò con la crisi mondiale, che di certo ha giocato un ruolo importante: poi ci sono altre spese come quello per il patentino, prima non necessario, il bollo, l'assicurazione e, soprattutto, il carburante. Con un pizzico di nostalgia, Giornale Motori ha ricordato i modelli più amati dagli adolescenti (e non solo) italiani. VESPA, ICONA A DUE RUOTE Il secondo dopoguerra è stato caratterizzato dall’esplosione delle moto come mezzo di mobilità di massa: lo scooter, in particolare, diventò un fenomeno italiano capace di attrarre tutto il mondo. Lo fece principalmente con la 'Vespa', nata nel 1946, uno dei prodotti di design industriali più famosi di sempre: non a caso, fa parte della collezione permanente del MoMa di New York. Prodotto dalla Piaggio, fu costruita nella versione da 50 cm³ di cilindrata a partire dal 1963, ma già dieci anni prima era diventata il mezzo di culto come 'coprotagonista' di Vacanze Romane, film del 1953 interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn. Negli stessi anni e fino al 1971 la Vespa dovette fronteggiare la concorrenza di un altro scooter diventato icona, la Lambretta, prodotta dalla Innocenti. Che, elaborata, diventò uno dei simboli della subcultura giovanile dei mod tanto da comparire anche nel film Quadrophenia. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] LOOK DA ENDURO Negli Anni 70 gli adolescenti italiani sognavano cinquantini con il look da enduro, con grandi ruote, telaio alto da terra e parafanghi alti sulle ruote: è il caso del 'Caballero', prodotto dalla Fantic Motor. Nella seconda metà del decennio scoppiò poi la moda, che poi continua negli Anni 80, dei 'tuboni', ciclomotori con telaio tubolare monotrave, nella cui cavità si celava un piccolo serbatoio, dotati di motore 50cc e quattro marce, e con vari accessori. Proprio come il longevo 'Fifty', prodotto dalla Malaguti dal 1974 al 1997. Oppure il 'Ciclone', della Garelli, e il 'Califfone', lanciato dalla Atala già nel 1972. Perfetti per l'uso cittadino, si affermarono come mezzo di trasporto preferito dai giovani. IL 'CIAO' CHE SEMBRA UNA BICICLETTA Se si parla di longevità e dati di vendita, non si può non citare il 'Ciao'. Prodotto dalla Piaggio dal 1967 al 2006, è stato venduto in circa 3,5 milioni di esemplari. Le sue forme, che richiamano quelle delle biciclette da donna, rimasero pressoché invariate nel corso degli anni sfruttando i punti di forza come i consumi ridotti e il fatto di poter essere usato come una bici. Molto simile il 'Sì', sempre della Piaggio, con la sella più comoda e munita di un piccolo vano, prodotto dal 1978 al 2001. GLI ANNI 90 CON ZIP, PHANTOM E BOOSTER Gli Anni 90 videro il grande ritorno degli scooter. Tra i modelli di maggior successo ancora uno della Piaggio, lo 'Zip', che nato nel 1992 superò le 750mila unità vendute. Ma anche l'SR della Aprilia, scooter dall'impostazione decisamente più sportiva, che debuttò nella cilindrata da 50 cm³ per essere poi proposto successivamente anche nelle versioni da 125 e 150 cm³. Oppure il 'Phantom', uno dei modelli esteticamente più riusciti del decennio, prodotto da Malaguti. Dopo tanti modelli italiani, uno straniero che merita di essere citato è il 'Booster', della casa francese MBK, lanciato nel 1988. Nel panorama dei ciclomotori del periodo, discreto il successo dello 'Scarabeo', che coniuga ruote alte e protezione offerta dalle carenature da scooter.

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