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CALCIO 13 Gennaio Gen 2015 2350 13 gennaio 2015

Coppa Italia, Milan-Sassuolo 2-1

Rossoneri avanti col brivido. Decide De Jong all'86'. Inzaghi respira. Ora la vincente di Torino-Lazio.

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Il centrocampista del Milan Nigel De Jong autore del gol del 2-1 nell'ottavo di finale di Coppa Italia col Sassuolo.

De Jong pesca il 2-1 decisivo a quattro minuti dalla fine, evitando degli scomodi supplementari e soprattutto un'altra brutta figura che avrebbe inguaiato Inzaghi. Il tecnico invece potrà continuare a inseguire la finale contro la vincente di Torino-Lazio, in programma il 14 gennaio.
Agli emiliani non riesce la rimonta centrata in campionato solo pochi giorni prima.
BOCCATA D'OSSIGENO PER INZAGHI. I neroverdi reagiscono al bel gol in acrobazia di Pazzini (38'), il primo in stagione, con un rigore di Sansone (al 19' st) e alla fine si arrendono quando il cenrtrocampista olandese spedisce in rete di potenza un pallone respinto dalla traversa. Di Francesco recrimina per un gol annullato ai suoi prima dell'intervallo («Non è una bella chiamata: nel dubbio da regolamento non si fischia», ha commentato alla fine), mentre il tecnico rossonero tira un sospiro di sollievo. Quest'anno la coppa Italia «vale come la Champions» per il suo Milan (scivolato al 159esimo posto del ranking 2014 dei club mondiali stilato dell'Istituto internazionale di storia e statistica del calcio), anche se la cornice di pubblico (8.393 spettatori) è tutt'altra e la qualità di gioco della sua squadra rivedibile. Ma dopo una sconfitta e un pari in campionato questo successo è una boccata d'ossigeno.
REDIVIVO PAZZINI. Soprattutto per Pazzini, che per la prima volta in stagione si ritrova titolare e sfrutta al meglio l'occasione interrompendo un'astinenza di nove mesi, proprio sotto lo sguardo del ct Conte. Ha ambizioni azzurre anche Cerci, che alla prima da titolare resiste in campo 80 minuti durante i quali oltre all'assist per Pazzini colpisce un palo e sfiora il gol su punizione.
DE SCIGLIO, PERIODO NO. Nota negativa per Conte e Inzaghi è invece l'infortunio di De Sciglio, che si ferma all'intervallo per un riacutizzarsi del fastidio al piede che lo ha costretto a due mesi di stop. Mostra segnali di ripresa anche El Shaarawy, che si è accorciato la cresta ma ancora non riesce a brillare come al Milan vorrebbero. Contro un Sassuolo con sette titolari diversi rispetto a quelli che una settimana fa hanno steso il Milan (Zaza e Berardi in panchina), i rossoneri non partono proprio con l'atteggiamento di chi non può fallire la partita secca. Con tre passaggi il Sassuolo arriva in area e fa paura, soprattutto a un incerto Zapata.
AL SASSUOLO NON BASTA IL RIGORE DI SANSONE. La squadra di Inzaghi impiega 24' per spaventare Pomini, reattivo su un destro ravvicinato di Cerci, fino a quel momento ben limitato da Longhi. Quando finalmente un esterno (Cerci) serve Pazzini al 38', il centravanti con un destro in acrobazia segna come non gli riusciva dal 19 aprile (con il Livorno). Cerci colpisce anche un palo, ma il vantaggio non cancella le incertezze croniche del Milan. E prima dell'intervallo solo un dubbio fuorigioco chiamato del guardalinee evita ai rossoneri l'ennesimo gol subito da calcio d'angolo. Al 18' della ripresa Zapata, sfidato in velocità da Pavoletti cadendo finisce per stendere l'avversario a pochi metri dalla porta: è rigore per l'arbitro mentre Inzaghi protesta chiedendo il fallo su difensore. Sansone è freddo dal dischetto. I supplementari si avvicinano mentre Cerci su punizione sfiora il gol e Zapata l'autogol. Risolve tutto De Jong, e al Sassuolo non bastano quattro punte in campo per l'assalto finale.

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