Motori 27 Gennaio Gen 2015 1030 27 gennaio 2015

Dacia Dokker, tanto spazio low cost

Nata per rispondere alle esigenze di famiglie numerose e degli sportivi con attrezzi ingombranti, la prima multispazio dell'azienda del gruppo Renault offre una grande abitabilità a un prezzo ragionevole.

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Nell’abitacolo numerosi vani portaoggetti offrono 44,2 litri di volume utile. Chi ha una famiglia con due o tre bambini e relativi bagagli, sa che lo spazio nel bagagliaio non basta mai tra passeggini, lettini da campeggio, seggiolini da tavolo, tutti attrezzi che di piccolo hanno solo il vezzeggiativo con cui li chiamiamo. Fino alla fine del 2013, Renault, proprietaria del marchio Dacia, non aveva una multispazio griffata con il suo marchio low-cost: la Dokker ha colmato questa lacuna. GiornaleMotori.it ha messo alla prova la versione con il solido motore a gasolio di 1.461 cc declinato nella potenza di 90 cv (a listino si trova anche quella da 75 cv), nell’allestimento più 'ricco', il Lauréate, in vendita da 13.450 euro (montava il navigatore satellitare), con il pacchetto Clima&Nav che comprende climatizzatore manuale e Media Nav (navigatore con schermo touchscreen da 7”, radio, Usb e Bluetooth con comandi al volante) e costa 1.050 euro. CONCRETO E ROBUSTO L’abitacolo della Dokker è sobrio, senza mostrarsi eccessivamente economico. Con le regolazioni in altezza del sedile (a scatti ma abbastanza precise) e del volante (che non si regola in profondità, purtroppo), si raggiunge facilmente una posizione di guida comoda, con un ampio spazio dove poggiare il piede sinistro. Il cruscotto è quello della Dacia Lodgy (con cui condivide anche il pianale): al centro c’è il contakm, a sinistra il contagiri e a destra un display che mostra il livello di carburante, il chilometraggio totale e parziale, e il computer di bordo (indica numerose informazioni, tra cui quantità di carburante utilizzata e distanza realizzata su un percorso, consumo medio e istantaneo, una stima dell’autonomia in km). Numerosi i vani portaoggetti che offrono 44,2 litri utili; un grande vano aperto sulla plancia può ospitare un PC portatile o documenti di formato A4; sopra le alette parasole c’è un altro vano in cui si possono riporre giacche e oggetti non troppo pesanti ma ingombranti. E sulle porte anteriori c’è un vano in cui riporre bottiglie da 1,5 litri. Ma il punto forte della Dokker è il bagagliaio: è immenso – va da 800 a 3000 litri – tanto che l’acquisto della rete per fissare i bagagli è una spesa quasi obbligatoria per non vedere i propri bagagli percorrere km nel vano; inoltre l’apertura d'accesso è ampia (108 cm per 118 di larghezza), e la soglia di carico bassa (53 cm da terra). E le due porte che consentono l’accesso al bagagliaio sono una soluzione più utile rispetto al portellone incernierato in alto che, in parcheggio, richiede più spazio dietro la vettura. Inoltre, il modello in prova montava lo schermo touchscreen con navigatore: ha il vantaggio di costare poco e di essere uno dei sistemi più semplice da usare ed efficaci presenti sul mercato. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] MOTORE BRIOSO Il 1.5 dCi della vettura provata era nella versione più potente, da 90 cv: il 4 cilindri a gasolio francese è ormai una vecchia conoscenza, ed è universalmente apprezzato per l’affidabilità, le performance, e i costi di esercizio ridotti. Abbinato a una trasmissione manuale a 5 rapporti, offre una coppia di 200 Nm, disponibile fin dai 1.750 giri, che assicura una bella (e inaspettata) spinta che consente una guida a tratti anche brillante. SU STRADA La Dokker non è certo una vettura con ambizioni sportive: da lei si pretende di poterla caricare tantissimo e poter comunque usufruire una minima brillantezza nella guida. Ed è quanto offre nella realtà. L’accesso all’abitacolo offerto dalle porte scorrevoli è da riferimento: la versione Lauréate offre di serie anche la seconda porta (a sinistra); con l’apertura che offrono, armeggiare con ovetti e seggiolini non costringe ad alcun contorsionismo come su altri modelli. In città la Dokker si guida facilmente: lo sterzo non brilla per precisione, ma non affatica e offre un buon raggio di sterzata, per manovrare in spazi ristretti. Ben frenata, anche a pieno carico, in curva la Dokker, nonostante il baricentro non certo basso, non mostra una particolare tendenza a cedere al rollio. Mostra, invece, qualche limite quando si supera il casello: a 130 km/h, il motore gira abbastanza basso – intorno ai 2.500 giri – ma la rumorosità (da fruscii aerodinamici e dCi) cresce, senza comunque mai essere fastidiosa. Secondo Dacia, il quattro cilindri a gasolio consente alla Dokker uno scatto nello 0-100 km/h di 13,6 secondi, con una velocità massima di 162 km/h, con consumi medi di 22,2 km/l. Alla fine del nostro test, svolto su strade extraurbane, autostrade, con un po’ di città, il computer di bordo segnava, però, 18,2 km/l. Unico appunto: l’Esp resta un’optional da 300 euro ed è una scelta curiosa visto che è di serie ormai su praticamente tutte le auto.

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