PROFILO 27 Gennaio Gen 2015 1417 27 gennaio 2015

Philippe Mexés, una carriera piena di squalifiche

La 'cravatta' a Mauri da quattro giornate. Nel 2013 fu un pugno a Chiellini. Ma la storia è cominciata a Roma, tra risse nei locali e calcioni in campo.

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Altre quattro giornate di squalifica, per un totale di 47 in carriera. A 32 anni, Philippe Mexés, continua ad aggiornare il suo poco invidiabile record. La 'cravatta' a Stefano Mauri in Lazio-Milan di sabato 24 giugno non è stato il primo episodio del genere nella carriera del calciatore (guarda le foto).
NESSUNA SCUSA A MAURI. Un calcetto ricevuto da dietro, le mani sul collo dell'avversario, il cartellino rosso e poi ancora un tentativo di strozzare da dietro Stefano Mauri. «Chiedo sucsa alla società, ai tifosi, alla mia squadra». Mexés vuole farsi perdonare da tutti, pure dalla sua famiglia: «Non è un esempio di un padre di quattro figli come me». Ma non dall'avversario.

I precedenti indicano che non è stato solo un raptus del momento. La scorsa stagione, il 6 ottobre 2013, difensore francese del Milan fu fermato dalla prova tivù: quattro turni per aver sferrato un pugno da dietro al collega juventino Giorgio Chiellini. Ma il biondo Philippe ha sempre avuto un'indole tutt'altro che accomodante.

Il suo passaggio dall'Auxerre alla Roma, a 22 anni, aveva causato una lunga diatriba giuridica tra le due società. Il club francese accusava quello italiano di aver trattato col calciatore quando era ancora sotto contratto, una circostanza successivamente verificata dalla Fifa, che costò alla Roma il blocco del mercato per una sessione e un indennizzo di 7 milioni di euro da versare all'Auxerre.
ESORDIO A 17 ANNI. Soldi ben investiti, comunque. Mexés arrivava con i crismi del giovane predestinato. Esordio a 17 anni, 133 partite in Ligue 1, sette reti, una solo espulsione per doppia ammonizione, 23 cartellini gialli, nessun rosso diretto.
Un bambino prodigio nato a Tolosa, da una famiglia modesta, mamma Maurice casalinga, papà Jean Paul guardiano dello stadio. Ed è proprio col padre che Mexés ha iniziato ad annusare l'odore dell'erba dei campi da calcio. Lì giocava a pallone, prendendo parte accanto ai professionisti della prima squadra, fino a quando gli osservatori non si sono accorti del suo potenziale e l'hanno tesserato.
LE PRIME INTEMPERANZE A ROMA. Un'infanzia mite e senza problemi, nessun cenno di irruenza eccessiva, fino all'approdo in Italia. Nella sua prima stagione con la Roma, Mexés si fece subito notare scalciando Maris Verpakovskis al termine del primo tempo di una partita di Champions League contro la Dinamo Kiev. Un gesto che surriscaldò l'Olimpico, e fece piovere dagli spalti una monetina che andò a colpire l'arbitro svedese Anders Frisk.

Sei anni dopo, il 22 settembre 2010, Mexés cercò di aggredire l'arbitro Russo, che aveva concesso un calcio di rigore al Brescia per un fallo commesso fuori area dal francese sull'attaccante brasiliano Eder.

Il periodo romano, insomma, è stato ricco di soddisfazioni, vissuto circondato dall'affetto della città (nel 2007 fu insignito del premio 'Er mejo fico der bigonzo', l'anno prima assegnato a Gigi Proietti), ma segnato anche da episodi brutti, dentro e fuori dal campo.
UNA RISSA FUORI DAL GILDA. Il 2 febbraio 2009 fu protagonista, con il compagno di squadra e connazionale Jeremy Ménez, di una rissa con tre tifosi laziali scoppiata fuori dalla discoteca Gilda. In quel caso Mexés rimediò una cinghiata in pieno volto, ma non porse mai denuncia.
Un anno prima, il 24 luglio del 2008, due banditi sorpresero il giocatore nella sua villa dell'Axa, tra Ostia e Roma, presero il suo Suv, ma si fermarono pochi isolati più avanti quando si resero conto che nei sedili posteriori dormiva Eva, la figlia del difensore.
Altri ladri tornarono nella sua abitazione alle 2 del mattino del 21 febbraio 2010, mentre Mexés era in ritiro a Trigoria e in casa c'erano la moglie e la bambina.
L'INIZIO AL MILAN: POCHI GIALLI E UN GOL SPETTACOLARE. Il trasferimento al Milan, nell'estate del 2011, sembrava aver sistemato tutto. Nella prima stagione solo due giornate di squalifica, segnando il suo record positivo. L'anno dopo, in Champions League, scelse il modo più spettacolare per segnare il suo primo gol ufficiale in rossonero, con una rovesciata dal limite dell'area nella partita contro l'Anderlecht, un gol bello e decisivo per il passaggio agli ottavi di finale.

All'inizio della stagione 2014/15, Mexés era finito ai margini della rosa. Le prime 10 giornate di campionato passate tra panchina e tribuna, poi la decisione di Inzaghi di tornare a puntare su di lui, assegnandogli anche la fascia da capitano nel derby contro l'Inter.
IN SCADENZA DI CONTRATTO. Questa nuova intemperanza e la squalifica rimediata rischiano però di segnare la fine del suo rapporto con il Milan. Il contratto da 4 milioni all'anno scade a fine stagione, quando avrà già spento 33 candeline. E potrebbe essere costretto a cercarsi un'altra squadra.

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