Motori 30 Gennaio Gen 2015 1030 30 gennaio 2015

Land Rover Defender, una storia lunga 67 anni

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Land Rover. Nasceva dall'esigenza di ridurre i costi di produzione. Dopo quasi 70 anni di carriera, il Land Rover Defender va in pensione. Una storia iniziata nel 1947, quando Maurice Wilks disegnò sulla spiaggia nella baia di Red Wharf, sull’isola di Anglesey, l'auto che aveva in mente. E che sarebbe poi diventata l'asso nella manica della Rover, che a causa dei problemi economici dovuti alla Seconda guerra mondiale, doveva abbassare il target della sua produzione e cercare di realizzare veicoli più economici, per rilanciare le esportazioni. L'idea del Land Rover (il nome Defender è arrivato solo nel 1990), era arrivata grazie all'ispirazione della guerra, con le tante Jeep Willis che erano state portate dall'esercito americano. Infatti i primi prototipi del fuoristrada inglese avevano diversi pezzi Jeep. GLI ESORDI Presentato al Salone di Amsterdam del 1948, il Land Rover all'inizio fu prodotto in 48 esemplari. Ma i numeri erano destinati a crescere vertiginosamente: nel maggio del 1949 l'esercito inglese ne ordinò 1.878 pezzi, dando così il via all'industrializzazione del mezzo, che all'inizio degli Anni 70 raggiunse il milione di unità.

Land Rover. Era principalmente un mezzo da lavoro. LA PRIMA EVOLUZIONE Nel 1957 fu introdotto un motore diesel di 2.0 litri che richiese un’estensione del passo (già portato da 80” a 86” nel 1951) a 88” per la versione normale e a 109” per quella a passo lungo. Denominata Series II, era dotata di assali più larghi, che le conferivano un design molto più moderno rispetto alla prima generazione. A beneficiare maggiormente di questo esercizio di stile fu il modello station wagon a passo lungo, che ha perso così il suo goffo aspetto iniziale, diventando un fuoristrada grintoso, ma con un’ampia capacità di carico. ICONA DEGLI ANNI 70 Il lancio della terza serie arrivò nel 1971. Dopo 14 anni, le linee del fuoristrada sono state nuovamente aggiornate, con lo spostamento delle luci e la creazione di una nuova griglia frontale in metallo, che è diventato il segno distintivo di questa versione. In linea con la moda dell’epoca, furono anche introdotti nuovi colori per la carrozzeria, che fecero diventare per la prima volta il 4×4 inglese un oggetto di design, in particolare nella versione Stage 1, venduta soprattutto a passo lungo, che era dotata di interni con sedili e rivestimenti di qualità superiore, oltre a un motore V8 di 3.5 litri a benzina.

Land Rover. Nel 1990 ha preso il nome Defender. VERSO LE COMPETIZIONI Grazie alle partecipazioni a competizioni di risalto internazionale come il Camel Trophy, la quarta generazione di Land Rover diventò famosa in tutto il mondo. Lanciata nel 1983, introdusse le denominazioni 90 e 110, per due modelli che si presentavano rinnovati soprattutto nella meccanica, grazie al telaio a longheroni ereditato dal Range Rover. Per sostenere le modifiche, i motori a gasolio furono modificati più volte, passando dal 2.3 da 59 cavalli, al 2.5 da 85.

Land Rover. Nel tempo è diventato anche uno status symbol. L’APICE E L’ANNUNCIO DELLA FINE Nel 1990 Land Rover battezzò il suo fuoristrada come Defender, per dare una distinzione chiara rispetto agli altri modelli della gamma: il Freelander e il Range Rover. Con varie evoluzioniarrivò fino al 2015, anno scelto dall'azienda per mandare in pensione il modello. Gli ultimi esemplari usciranno dalle catene di montaggio a dicembre, in due versioni speciali: la Adventure e la Heritage. La prima ricorda la livrea e l'allestimento della celebre Land Rover Hue166, versione preserie del modello datata 1947 e per l'Italia ne saranno costruiti 250 pezzi, da 39.900 euro; la seconda è un mezzo più estremo, per gli amanti del fuoristrada tecnico (200 pezzi a 45.600 euro). Il canto del cigno è la versione Autobiography, con finiture speciali, e dedicato solo ad alcuni mercati, tra cui non figura quello italiano. Nel 2016, dovrebbe arrivare la nuova generazione del mezzo, che riprende un po' l'anima del Defender ma si basa sulle innovazioni del prototipo DC100. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ]

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