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VERSO IL SUPERBOWL 31 Gennaio Gen 2015 0724 31 gennaio 2015

Nfl, Tom Brady e lo scandalo delle «palle sgonfie»

Il recordman del football Usa accusato di barare. Il dibattito arriva fino a Obama. La lega indaga. Ma teme ricadute per il business sportivo più florido al mondo.

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Terrorismo, calo del prezzo del petrolio, crisi Ucraina, dubbi sull'Eurozona? Macché, il tema più caldo negli Stati Uniti in questi giorni è quello che è stato già battezzato deflate-gate, lo scandalo delle palle (da football) sgonfie.
È nata come un'indiscrezione e diventata una bufera mediatica. Non ci sono politici coinvolti, ma al centro della disputa c'è uno degli uomini più popolari d'America, un campione di football della Nfl: il quarterback Tom Brady.
IL RECORDMAN NELLA BUFERA. Il 18 gennaio Brady e la sua squadra, i New England Patriots, hanno umiliato i rivali Indianapolis Colts 45-7 nella semifinale di play-off e si sono qualificati per il Super Bowl. Un vero cappotto.
Il quarterback è stato impeccabile lanciando con grande precisione e conquistando la sua sesta finale personale, un traguardo mai raggiunto da un pari ruolo.
Una vittoria che lo eleva nell'Olimpo della Nfl, ma che ha subito fatto discutere quando è trapelata la notizia che i commissari di gioco avevano scoperto che i palloni con cui i Patriots giocavano quando erano in attacco erano più sgonfi del solito. E qui la cosa si fa interessante.

Il quarterback dei Patriots Tom Brady. © Getty

Il pallone viene scelto dal quarterback, ma non può essere troppo sgonfio

Nel football americano chi gioca in attacco lo fa con dei palloni scelti personalmente dal quarterback, e la Nfl ha regole piuttosto precise sulla pressione a cui devono essere gonfiati.
Un ovale leggermente più sgonfio è più facile da trattenere soprattutto con un clima freddo, ventoso e piovoso.
Quelle erano esattamente le condizioni meteorologiche in cui si è svolta la semifinale.
BRADY: «NON È MORTO NESSUNO...». Un caso? Una furberia lecita? O una truffa? La Nfl ha aperto subito un'indagine. L'allenatore dei Patriots, Bill Belichick, ha dichiarato di non saperne nulla, assicurando che dei palloni non si occupa. Brady ha definito lo scandalo «ridicolo», affermando di non capire neppure il clamore.
«Non si tratta mica dell'Isis, non sta morendo nessuno...», ha balbettato in palese difficoltà nel corso di un incontro con i reporter.
Ma a pochi giorni dal Superbowl, in programma domenica 1 febbraio a Phoenix, in Arizona, il dibattito è diventato rovente.
LA GAFFE DI JOE BIDEN. Ex quarterback del passato come Kurt Warner e Troy Aikman hanno alimentato la polemica, dichiarando che un pallone leggermente sgonfio è d'aiuto e che un giocatore dall'esperienza di Brady «non poteva non sapere».
Lo scandalo ha occupato anche i talk show politici ed è giunto fino alla Casa Bianca dove venerdì 23 gennaio al quotidiano briefing con l'addetto stampa del presidente i giornalisti hanno chiesto una posizione ufficiale di Obama sulla questione. Dallo Studio Ovale è arrivato un no comment. Si è sbilanciato però il vice presidente Joe Biden che non ha perso occasione per fare una gaffe, dichiarando alla Nbc che a lui le «palle più morbide piacciono».

Il business del Superbowl: 30 secondi di spot a 4,5 milioni di dollari

Ma dietro le polemiche e le ironie ci sono anche i dollari. Montagne di dollari.
Il Superbowl è un business miliardario, i prezzi per uno spot di 30 secondi durante la diretta televisiva sono saliti quest'anno a 4,5 milioni di dollari e a detta di tutti gli esperti sono soldi ben spesi.
I TEAM DI NFL VALGONO 40 MILIARDI. Il football americano è ormai il maggior business sportivo del mondo: il valore complessivo delle squadre Nfl ha superato i 40 miliardi di dollari. Il solo merchandising delle società ha un fatturato superiore ai 3 miliardi all'anno. E, a differenza del calcio, qui le squadre i soldi li fanno davvero.
Nel 2013 i Dallas Cowboys, una delle squadre più ricche della Lega, hanno chiuso i bilanci con 250 milioni di dollari di profitto. In confronto il Real Madrid, il principale brand sportivo mondiale, può contare su un fatturato più alto ma su profitti di molto inferiori (51 milioni di dollari).
TOM PRENDE 26,5 MILIONI ALL'ANNO. Nell'ultima stagione la Nfl si è vista spesso coinvolta in scandali riguardanti la condotta privata dei suoi giocatori e non vuole assolutamente che la correttezza del gioco venga messa in dubbio.
Lo scandalo è molto più quindi di aria fritta. Brady, 37 anni e uno stipendio di 26,5 milioni di dollari a stagione, è sempre stato visto come un eroe dalla carriera immacolata, dalla famiglia perfetta (è sposato con la super modella brasiliana Gisele Bundchen e ha tre figli) e dal carisma del leader. In passato aveva anche vagheggiato una sua possibile carriera politica una volta attaccato il casco al chiodo. Ora l'America è spaccata. Alle trasmissioni satiriche non par vero poter ridere del giallo delle «palle sgonfie».

I conservatori all'attacco: «Brady mente, come Obama»

Alcune testate sportive hanno chiesto agli scienziati se è possibile che la temperatura possa aver alterato la pressione dei palloni.
Gli analisti politici conservatori di Fox News accusano Brady di mentire «come Obama».
Una testata in genere disinteressata allo sport come The New Yorker ha attaccato il campione criticandolo come si farebbe a un politico preso a rubare.
OCCHI SULLA FINALISSIMA. Non aiuta il fatto che i New England Patriots siano ormai, un po' come la Juventus in Italia, molto odiati perché tra i team più vincenti degli ultimi vent'anni.
Ad approfittare del clamore sono ovviamente i campioni in carica, i Seattle Seahawks, che saranno gli sfidanti dei Patriots nel Super Bowl e che stanno usando il caos come pretattica.
Alla fine sarà il campo a decidere come andrà a finire. Se Brady riuscirà a portarsi a casa il quarto titolo personale, palloni sgonfi o no, nessuno avrà più nulla da ridire.

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