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INCHIESTA 2 Febbraio Feb 2015 0800 02 febbraio 2015

Calciopoli, Moratti-Moggi: stretta di mano in tribunale

L'ex presidente dell'Inter è stato ascoltato nel processo per diffamazione contro l'ex direttore generale della Juventus. Foto.

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Una stretta di mano, qualche sorriso e un breve colloquio tra l'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti e l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi (guarda le foto).
L'incontro è andato in scena il 2 febbraio al terzo piano del tribunale di Milano, dove l'ex patron nerazzurro è arrivato per testimoniare nel processo che vede l'ex dirigente bianconero imputato per diffamazione nei confronti di Giacinto Facchetti, ex 'bandiera' nerazzurra.
Sia prima che iniziasse la sua testimonianza sia al termine della deposizione, Massimo Moratti è andato a salutare Luciano Moggi seduto in uno dei banchi dell'aula.
«LE CHIAMATE? UNA PRESA IN GIRO». Sollecitato da Maurilio Prioreschi, avvocato difensore di Moggi, Moratti ha chiarito davanti al giudice Oscar Magi della quarta sezione penale, il senso delle telefonate con Paolo Bergamo, designatore arbitrale ai tempi di Calciopoli: «Le sue chiamate, che io non ho mai fatto e che ho sempre ricevuto, sembravano uno scherzo, una presa in giro, perché si voleva far credere ci fosse un clima di simpatia nei confronti dell'Inter e che dopo 10 anni nei quali non ci era stato possibile vincere il clima fosse cambiato. Io ho sempre risposto solo per una questione di educazione e di cortesia».
Massimo Moratti ha spiegato che quando nel 2005 parlava con l'allora designatore dei 'fischietti', anche se si parlava di arbitri «non pensavo assolutamente che ne avrei avuto dei vantaggi».
BATTIBECCO MOGGI-ZANETTI. Luciano Moggi, condannato a Napoli per il caso Calciopoli, è imputato perché, nel corso della trasmissione tivù Notti magiche del 25 ottobre 2010, rivolgendosi a Javier Zanetti, allora capitano dell'Inter, affermò: «Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente (Facchetti, ndr) che riguardano le griglie e la richiesta a un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari e l'arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata d'imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l'Inter».

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