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SPORT 7 Febbraio Feb 2015 0645 07 febbraio 2015

Sei Nazioni di rugby, Italia eterna incompiuta

Dall'Europeo del 97 ai 10 cucchiai di legno. Finanze scarse e avversari superiori. La promessa mai mantenuta del rugby italiano. Azzurri ko con l'Irlanda: 3-26.

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Sergio Parisse durante Italia-Irlanda del Sei Nazioni.

C'era una volta il sogno di una Nazionale ambiziosa e vincente tra le grandi.
C'è ora, e ci sarà ancora a tempo indeterminato, l'orgoglio per un gruppo di giocatori di valore e coraggiosi che magari non vincono sempre - anzi -, ma che lasciano tutto quello che hanno sul campo.
È la storia del rugby italiano e di una promessa di crescita mai pienamente mantenuta.
Sabato 7 febbraio è iniziato il 16esimo Sei Nazioni per gli Azzurri: allo stadio Olimpico di Roma l'Irlanda campione in carica ha vinto 26-3.
Ancora una volta ci sarà da lottare per evitare il cucchiaio di legno che spetta all'ultima in classifica (e che gli Azzurri hanno portato a casa in 10 occasioni su 15) e il whitewash che significa zero vittorie in cinque match: flop registrato nel 2014.
18 ANNI FA IL TRIONFO EUROPEO. Eppure, 18 anni fa, l'Italia sembrava avere ben altro futuro nel rugby dei grandi.
Era il 22 marzo 1997 quando il 15 guidato da Georges Coste conquistò la Coppa Europa di Rugby.
Nessuno dei giocatori di quella squadra che sconfisse 40-32 la Francia militava in un campionato straniero.
Stefano Bordon e Diego Dominguez si sarebbero trasferiti in Francia dopo quel successo.
Massimo Giovanelli, Alessandro Troncon e Walter Cistofoletto avrebbero dovuto aspettare ancora il 1998, il 1999 e il 2000.
Dei 30 convocati dal ct Jacques Brunel per le prime due partite del Sei Nazioni, ben nove giocano all'estero, tra Gran Bretagna e Francia, uno solo, Marcello Violi, nell'Eccellenza col Calvisano, sette fanno il Pro12 con la Benetton Treviso, ben 12, il gruppo più grosso, militano nelle Zebre, una squadra creata dalla Federazione nel 2012 per prendere il posto degli Aironi nella Celtic League e che in due anni e mezzo ha collezionato 64 sconfitte, 10 vittorie e un pareggio, aspettando oltre un anno per festeggiare il primo successo in una gara ufficiale.
LE ZEBRE: IL CLUB DELLA FEDERAZIONE. Un club, sì, ma interamente finanziato dalla Federazione, che nelle sue casse, per il 2014, ha versato 6,5 milioni di euro (cifre non ufficiali).
Tanto? Meno degli 8 milioni di budget di Treviso (la metà provenienti da contributi federali), nulla se confrontati ai budget delle big di Francia, dove il Tolosa conta su un tesoretto di 35 milioni, e il Brive, la squadra meno ricca del Top 14, ne ha uno di 13,63 milioni.
Una sproporzione netta che spiega almeno in parte perché il rugby italiano non sia decollato. D'altra parte rimane limitato anche il contributo del Coni alla causa della palla ovale.
Il Comitato olimpico, infatti, ha stanziato 2.696.933 euro per la parte sportiva nel 2015. Un passo avanti rispetto ai 2.202.116 euro dell'anno prima, ma comunque ancora pochi, soprattutto se confrontati con altri sport.
Impari il confronto col calcio, che nonostante un taglio del 41,57% continua a dominare con 37.533.754 euro di contributi, ma prima del rugby ci sono altre 14 federazioni: dal ciclismo alla ginnastica, dal canottaggio all'atletica leggera, passando per il Judo, la boxe, volley e basket, nuoto scherma, sport invernali e tiro a volo.
SOLO 11 VITTORIE IN 15 ANNI. Il confronto con Galles, Inghilterra, Scozia, Francia e Irlanda è impietoso, e in 15 anni ha portato appena 11 vittorie e un pareggio su 75 partite.
Il sogno di un'Italia vincente tra le grandi è rimasto tale, ma anche solo partecipare al Sei Nazioni è una conquista che vale 16.812.500 euro, stando al bilancio preventivo del 2014. E il movimento del Paese è cresciuto.
Attualmente la Fir conta 104 mila tesserati. Nel 2000 erano 30 mila, 60 mila nel 2009, 94 mila nel 2012. Un trend in costante ascesa che porta un po' di ossigeno con 740 mila euro in quote associative in un bilancio 2014 stimato poco sopra i 40 milioni.
Dieci volte gli 8 miliardi di lire del 1996. Sembrano numero incoraggianti, ma restano troppo lontani da quelli di Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles.

L'Italia nel Sei Nazioni

Anno Vittorie Sconfitte Pareggi

2014 0 5 0
2013 2 3 0
2012 1 4 0
2011 1 4 0
2010 1 4 0
2009 0 5 0
2008 1 4 0
2007 2 3 0
2006 0 4 1
2005 0 5 0
2004 1 4 0
2003 1 4 0
2002 0 5 0
2001 0 5 0
2000 1 4 0
TOTALE 11 63 1

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