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SCONTRO 14 Febbraio Feb 2015 1220 14 febbraio 2015

Telefonata choc, Lotito: «Mi tutelerò in sede legale»

Per il presidente della Lazio si tratta di una «manovra subdola». Iodice: «Se impunito è prova di mafia».

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Il patron della Lazio, Claudio Lotito.

Claudio Lotito passa al contrattacco. E dopo la pubblicazione della telefonata con Pino Iodice, direttore generale dell'Ischia Isolaverde, nel corso della quale il numero uno della Lazio ha esercitato una serie di pressioni per far sì che a Mario Macalli torni la leadership della Lega Pro, il presidente biancoceleste ha deciso di «dare mandato ai legali» per «tutelarsi in sede giudiziaria»: «Intendendo così reagire a una manovra subdola e accertare la responsabilità di Iodice e di tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno utilizzato, o diffuso, un colloquio telefonico abusivamente registrato», ha fatto sapere il consigliere Figc.
IODICE: «SANZIONATE LOTITO». Tuttavia, Iodice è tornato a parlare della vicenda, entrando a gamba tesa: «Se Lotito non viene sanzionato per quello che sta emergendo è la prova che nel calcio esiste una cupola mafiosa che va sconfitta», ha detto il direttore generale dell'Ischia.
Quindi ha annunciato che ci sarebbero almeno una decina di presidenti di squadre di Lega Pro pronti a testimoniare in un'aula di tribunale di aver subito le pressioni di Lotito con telefonate dai toni minacciosi in vista dell'assemblea di lunedì 16 febbraio di Lega Pro.
PRONTA L'AZIONE LEGALE. Intanto si è appreso che sono tre le telefonate registrate in possesso di Iodice.
«Nelle altre due ci sono minacce, pressioni e volgarità nei miei confronti ma non coinvolgono altri soggetti», ha detto il dirigente dell'Isola che ha nominato i legali che lo assisteranno nei giudizi che intende promuovere in sede sportiva e ordinaria «per diffamazione ma anche per minacce».
Iodice, infatti, ha spiegato che «non ci si può limitare a dei timidi commenti di censura da parte di Malagò e Tavecchio»: «Sono fin troppo riduttivi dinanzi alle cose gravissime che sono emerse», ha chiarito il dirigente.
FOTI STA CON LOTITO. In difesa di Lotito s'è schierato il patron della Reggina (Lega Pro) Lillo Foti, secondo cui, il numero uno della Lazio è stato «attaccato per impedire il cambiamento»: «Ci sono uomini protagonisti, anche con i loro piccoli errori che vogliono cambiare un sistema e renderlo positivo e adeguato alla realtà», ha argomentato, «ci sono personaggi subdoli a cui dà fastidio qualsiasi novità e il loro impegno è coltivare il proprio orticello, mantenere lo status quo, ignorando le difficoltà del sistema tanto la loro poltrona è ben solida».
AVANTI CON LE RIFORME. Secondo Foti, quindi, nell'attacco a Lotito emergono «la difficoltà di certi personaggi che avvalendosi di comportamenti premeditati, quali telefonate registrate, vogliono impedire il tentativo di cambiamento per ridare un ruolo importante alla Federazione, e a tutto il sistema calcistico nazionale»: «Credo che sarebbe il caso che invece di polemiche poco utili si parlasse di programmi e di uomini che hanno il coraggio di potarli avanti al servizio di tutti. I miei ventotto anni da dirigente, svolti con passione, per questo sistema parlano così», ha concluso il patron della Reggina.
ALLEGRI È «STRANITO». L'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri, invece, s'è detto «scosso e stranito» dalle dichiarazioni del presidente della Lazio.
«Il calcio italiano», ha detto il tecnico bianconero, «deve riacquistare una certa credibilità a livello mondiale e da allenatore ed ex calciatore, credo che alla fine quello che conta sono i risultati e quelli li dà solo il campo».
Secondo Allegri, poi, «dalla Serie B verranno su le squadre che meriteranno sul piano sportivo». Discorso diverso per la politica, dove, a suo dire «ci sono gli organi competenti in grado di lavorare tutti per lo stesso obiettivo»: «Bisogna far crescere i calciatori giovani, e l'Italia ne ha. E bisogna lavorare per riacquistare credibilità».

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