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REBUS 17 Febbraio Feb 2015 1915 17 febbraio 2015

Calcio, Parma: niente pagamenti ma c'è la proroga

I giocatori rinviano la messa in mora. Manenti rassicura sui bonifici: è corsa contro il tempo.

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Giampietro Manenti.

Il rebus Parma continua e la soluzione è indecifrabile.
Dopo le promesse del presidente Giampiero Manenti i pagamenti non sono ancora arrivati.
O meglio, indiscrezioni parlano di bonifici per 30 milioni di euro in arrivo da un istituto di credito estero ma ancora una volta tutto slitterebbe di un giorno.
MANENTI RASSICURA. La conferma che tutto sarebbe regolare il presidente del Parma Fc l'ha data al telefono a dipendenti e giornalisti da Nova Gorica dove ha sede la sua società: «Il bonifico c'è, vado in Slovenia per snellire le pratiche».
Le rassicurazioni per ora reggono, almeno per i giocatori che hanno deciso di concedergli altro tempo.
PROROGA DAI GIOCATORI. Dopo l'allenamento del pomeriggio, in un incontro con il presidente dell'Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi e il direttore Gianni Grazioli, è stato deciso di non procedere con la messa in mora della società. «Aspettiamo ancora. Abbiamo deciso di dare un'ulteriore proroga», ha confermato il capitano della squadra Alessandro Lucarelli, che prima ha fissato per il 18 febbraio la scadenza, poi ha precisato che comunque, visti i tempi tecnici della burocrazia bancaria, la pazienza dei giocatori si estenderà fino a fine settimana.
SEQUESTRO DELL'UFFICIALE GIUDIZIARIO. Ultimi giorni di attesa mentre nella mattinata del 17 febbraio, al centro sportivo di Collecchio, ha fatto capolino l'ufficiale giudiziario.
Sigilli e sequestro per tre furgoni e un'autovettura, un'operazione però legata ad un debito pregresso di circa centomila euro che la società avrebbe accumulato nei confronti di Equitalia.
Nei giorni scorsi i tecnici del tribunale avevano visitato anche la palestra del centro sportivo catalogando attrezzature e macchinari, anche queste pignorate sebbene restino a disposizione della prima squadra.
Manenti dovrà fare i conti anche con la sfida lanciata dal socio di minoranza Energy T.I. Group.
La società che detiene il 10 per cento del Parma Fc ha chiesto infatti il commissariamento del club per gravi irregolarità nella nomina e nella composizione del consiglio d'amministrazione, sia nell'era Taci sia in quella attuale.

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