Parma 150219083440
SPORT & BUSINESS 19 Febbraio Feb 2015 0830 19 febbraio 2015

Parma-Udinese a rischio stop per spettro fallimento

Spettro fallimento per il club gialloblu. Per il pm è difficile chiudere il debito con l'erario.

  • ...

I giocatori del Parma dopo il ko contro il Chievo.

Il caos Parma rischia di far saltare la sfida dei gialloblu contro l'Udinese in programma domenica 22 febbraio.
Secondo quanto ha scritto la Gazzetta di Parma, la partita di campionato tra il club emiliano e i bianconeri, valido per la 24esima giornata di Serie A, potrebbe non giocarsi.
Dietro il possibile stop alla gara c'è la crisi societaria del Parma, già nel mirino della procura che ne ha chiesto il fallimento.
TOUR EUROPEO DI MANENTI. Per cercare di salvare il club, intanto, mercoledì 18 febbraio il presidente della società Giampietro Manenti sarebbe stato a Maribor, in Slovenia, per un summit con i vertici della Raiffeisen Bank e poi nella sede della sua società, la Mapi Group, a Nova Gorica. Eppure di bonifici non ne sarebbero arrivati, tanto che lo stesso numero uno del Parma ha rinviato ogni commento a giovedì 19 febbraio, pur parlando di «diligence legale e fiscale in corso».
NON PAGATI GLI STIPENDI. Il mancato pagamento degli stipendi è, però, il nodo che ha condotto i magistrati a chiedere per il club il fallimento.
«Risulta una situazione di inadempienza verso l'erario che difficilmente potrebbe essere risolta con una regolare solvibilità e quindi si è ritenuto di azionare la procedura», ha confermato il procuratore di Parma Antonio Rustico.
Il pm ha precisato che «il debitore dovrà presentare i bilanci e fare l'elenco dei crediti e i debiti che ha nei confronti dei terzi, in modo da mettere il tribunale nelle condizioni di decidere se arrivare alla dichiarazione di fallimento o meno».

AVANTI COL CAMPIONATO. Il rischio per Manenti è quindi quello di dover dimostrare di poter sborsare 97 milioni, i debiti indicati nell'ultimo bilancio di cui poco meno di 17 con l'erario.
Nonostante l'allarme della Gazzetta di Parma, in caso di fallimento del club, la squadra finirà comunque regolarmente perché, come ha spiegato l'avvocato Paolo Malvisi, membro dell'associazione italiana avvocati dello sport, se «la sentenza dichiarativa del fallimento intervenisse nel corso del campionato e autorizzato l'esercizio provvisorio dell'azienda ex art.104 Legge Fallimentare, gli effetti della revoca dell'affiliazione del Parma alla Figc decorrerebbero dalla data di scadenza fissata per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato successivo».
PRIMAVERA IN CAMPO? Il curatore fallimentare, tuttavia, avrebbe poi tutto l'interesse a far scendere in campo la squadra per recuperare risorse economiche dagli incassi dello stadio, tutto questo per tutelare gli interessi dei debitori.
Ma chi giocherà sino a fine stagione? Se i giocatori dovessero chiedere la messa in mora potrebbero, passati altri 20 giorni senza stipendi, ottenere lo svincolo e a quel punto lasciare il Parma senza squadra. O meglio gli emiliani potrebbero finire la stagione con la formazione Primavera, magari con Hernan Crespo in panchina al posto di Roberto Donadoni che potrebbe anche lui abbandonare la nave che affonda.
IL DG IN OSPEDALE. «Noi per ora andiamo avanti con la nostra linea, aspettiamo il fine settimana e poi ci muoviamo», ha comunque ribadito il capitano crociato Alessandro Lucarelli. «Novità? Non ce ne sono, speriamo che arrivino gli stipendi altrimenti faremo quello che abbiamo deciso».
A Parma ormai tutti pensano che il finale di questa incredibile vicenda sia il crac e la ripartenza dalla serie D, con i 30 dipendenti del club senza un posto di lavoro. Una situazione complessa che è costata al direttore generale Pietro Leonardi un nuovo ricovero in ospedale per una leggera ipertensione cardiaca.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso